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Domenica, 27 Novembre 2022
La mobilitazione / Ungheria

Orban taglia i fondi alle scuole e licenzia i prof che protestano: in 10mila scendono in piazza

Il premier dice che mancano fondi a causa dello stop Ue al Pnrr ungherese. Ma in realtà il Recovery fund non c'entra con la spesa corrente

Almeno 10mila persone sono scese nelle strade di Budapest mercoledì per protestare contro il licenziamento di alcuni insegnanti di scuola pubblica da parte delle autorità ungheresi.

Nel Paese, il diritto di sciopero è stato fortemente limitato con una legge entrata in vigore dopo che nel gennaio scorso diversi professori e studenti avevano organizzato manifestazioni e sit-in contro i tagli all'istruzione decisi dal governo di Viktor Orban. La legge era stata giustificata alla luce dell'emergenza Covid e mirata proprio alle scuole. La risposta degli insegnanti è stata un'azione di disobbedienza civile, con centinaia di professori che a turno hanno scioperato per due ore.  

Proprio in seguito a queste proteste, alcuni insegnanti della Capitale sono stati licenziati in tronco. Da qui, una nuova mobilitazione, che ha portato in piazza migliaia di persone, tra cui molti studenti. La più grande manifestazione antigovernativa dall'inizio del nuovo mandato del leader ungherese, scrive la Reuters.

L'esecutivo di Budapest ha reagito sostenendo che i tagli all'istruzione siano dovuti alla decisione della Commissione europea di sospendere l'erogazione delle risorse del Pnrr previste per l'Ungheria in seguito alle violazioni dello stato di diritto. Una palese fake news, secondo Politico: "I fondi per la ripresa dell'Ue sono chiaramente stanziati per investimenti in rinnovabili, infrastrutture e simili, non per la spesa corrente di un governo", scrive.

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