Bruxelles: "L'Italia non fa abbastanza contro le frodi ai fondi Ue"

La Commissione ha chiesto chiarimenti al nostro governo in seguito al mancato recepimento delle nuove norme volte a inasprire il contrasto a questo fenomeno. Il prossimo passo potrebbe essere la denuncia alla Corte di giustizia

L'Italia non ha recepito le norme europee volte a rendere più efficace la lotta alle frodi ai fondi Ue. E per questo la Commissione ha deciso di aprire una procedura d'infrazione nei confronti del nostro Paese. Per il momento, la procedura si limita a una richiesta di chiarimenti, ma se entro 3 mesi tali delucidazioni non arriveranno, Bruxelles potrebbe portare l'Italia dinanzi alla Corte di giustizia, chiedendo di attuare sanzioni.

Che l'uso distorto dei fondi Ue sia un problema serio per il nostro Paese lo dimostrano di dati dell'Olaf, l'ufficio antifrode di Bruxelles, che ha quantificato in circa 6 miliardi l'ammontare di risorse comunitarie percepite dall'Italia tra il 2013 e il 2018 su cui ci sono state irregolarità o vere e proprie frodi. Il problema non riguarda certo solo noi e per questo l'Ue ha messo a punto una direttiva per contrastare il fenomeno. Le nuove norme, che dovevano essere recepite entro il 6 luglio 2019, "aumentano il livello di protezione del bilancio dell'Ue - spiega la Commissione - armonizzando le definizioni, le sanzioni e i termini di prescrizione per i reati che ledono gli interessi finanziari dell'Unione". Oltre a essere uno strumento fondamentale per l'armonizzazione del diritto penale degli Stati membri per quanto concerne i reati commessi a danno del bilancio dell'Unione, "la direttiva è essenziale per il funzionamento della futura Procura europea (EPPO), che sarà incaricata di condurre le indagini, i procedimenti penali e le azioni di contrasto in relazione a tali reati".

La Commissione ha avviato la procedura di infrazione nei confronti dell'Italia nel settembre 2019.

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