Erdogan su Macron: "Ha problemi mentali". Conte col presidente francese: "Parole inaccettabili"

Secondo il presidente turco i musulmani in Europa sono oggetto di una "campagna di linciaggio" paragonabile "a quella contro gli ebrei in Europa prima della seconda guerra mondiale". Sdegno dal mondo politico Ue

Le tensione tra Ankara e Parigi è arrivata alle stelle, con toni che sono più da bar che da diplomazia internazionale. Recep Tayyip Erdogan ha invitato Emmanuel Macron a far controllare il suo stato mentale, accusandolo di essere "ossessionato" da lui "giorno e notte", aggiungendo che "ha davvero bisogno di sottoporsi agli esami” di salute mentale. La proposta di Macron di difendere i valori secolari del suo Paese contro l'islam radicale, dopo la decapitazione dell’insegnate di storia Samuel Paty a opera di un fanatico 18enne di origini cecene, ha fatto infuriare il governo turco alzando così la tensione che si accumulava da tempo a causa di un elenco crescente di controversie tra i due Paesi. La Francia si è schierata per prima a fianco della Grecia nella disputa sulle esplorazioni petrolifere da parte di navi turche nelle acque di Atene, ma le divergenze riguardano anche il conflitto nel Nagorno-Karabakh, con Parigi che sostiene le ragioni armene e Ankara quelle azere, e non per ultimo per le divergenze sul fronte libico, con Macron che sostiene il generale ribelle Khalif Haftar e Erdogan che è schierato con il governo riconosciuto dall'Onu di Fayez al-Sarraj, a cui sta fornendo armi in dispregio dell'embargo imposto al Paese.

In risposta agli insulti turchi Parigi ha deciso di richiamare il suo ambasciatore ad Ankara. "Le parole del presidente Erdogan sono inaccettabili. L'offesa e la volgarità non sono un metodo. Esigiamo da Erdogan che cambi il corso della sua politica perché è pericolosa da tutti i punti di vista ma non entriamo in polemiche inutili e non accettiamo gli insulti", ha affermato un portavoce dell'Eliseo. In tutta risposta Erdogan ha alzato di più i toni. "I musulmani in Europa sono oggetto di una campagna di linciaggio come gli ebrei prima della Seconda guerra mondiale", ha attaccato, bollando i leader europei di essere "fascisti nel vero senso della parola" e "anelli della catena del nazismo". Per il presidente turco il problema di fondo è la propagazione dell'islamofobia: "L'ostilità anti-musulmana si è diffusa come la peste", e per questo ha invitato anche a boicottare i prodotti francesi.

Con la Francia si è schierata compatta l'Europa. Il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas ha definito inaccettabili le parole di Erdogan e ha assicurato che la Germania “sta con gli amici francesi” soprattutto “nella lotta contro gli estremisti islamici”. “Le affermazioni rivolte dal presidente Erdogan al presidente Macron sono inaccettabili”,  ha scritto anche in francese sui social il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “Le invettive personali  - ha proseguito il premier - non aiutano l'agenda positiva che la Ue vuole perseguire con la Turchia, ma al contrario allontanano le soluzioni”. “I Paesi Bassi - ha scritto il primo ministro olandese Mark Rutte - si schierano saldamente con la Francia e per i valori collettivi dell'Unione europea”. “Per la libertà di parola e contro l'estremismo e il radicalismo”, si legge nel tweet di Rutte. Altre attestazioni di solidarietà sono arrivate a pioggia nelle ultime ore da parte di tanti altri leader Ue. 

Tra i motivi all’origine dell’escalation di dichiarazioni tra Parigi e Ankara c’è anche “l'assenza di messaggi di cordoglio e sostegno da parte del presidente turco dopo l'assassinio di Samuel Paty”, il professore ucciso da un giovane islamista radicale, denunciata dall’Eliseo nella giornata di sabato. Almeno su questa accusa, la Turchia ha replicato nel merito con un comunicato diffuso domenica, nel quale il ministero degli Esteri turco ha dichiarato che “la Turchia, che da anni lotta contro ogni tipo di terrore e violenza, si rammarica dell'omicidio di Samuel Paty”. Il cordoglio, proseguono le fonti ufficiali di Ankara, è stato espresso dal suo primo rappresentante in Francia ovvero l'ambasciatore Ismail Hakki Musa. In effetti, in un tweet pubblicato il 17 ottobre, il diplomatico si diceva “inorridito dall'atroce assassinio di un professore a Conflans-Sainte-Honorine". "Niente può giustificarlo", aggiungeva l'ambasciatore. In effetti anche un portavoce di Erdogan, Ibrahim Kalin, ha condannato il gesto, ma soltando dieci giorni dopo l'mocisio. “Condanniamo fermamente l'omicidio di Samuel Paty in Francia e respingiamo questa barbarie”, ha twittato il portavoce. Dalla bocca del presidente turco però, nessuna parola.

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