Privacy, il Garante Ue: "Occhi su Rousseau, rischi di schedatura e profilazione occulta"

Il responsabile dell'Autorità europea per la protezione dei dati avverte il Movimento 5 stelle: "Il loro non è il database del circolo bocciofilo". Potrebbero emergere questioni "relative al monitoraggio occulto o al trattamento subdolo" delle informazioni personali

Rousseau "riguarda una forza politica che adesso ha un'ampia rappresentanza, non è il data base del circolo bocciofilo", per questo l'Europa guarda alla Piattaforma "con attenzione", in quanto è un caso che può "diventare un test" in vista delle elezioni europee del maggio prossimo. Lo annuncia il Garante Ue per la Privacy, Giovanni Buttarelli, intervistato dall'Agi.

I potenziali rischi di Rousseau

Secondo Buttarelli potrebbero emergere questioni "relative alla schedatura illecita, alla profilazione indebita, al monitoraggio occulto o al trattamento subdolo dei dati". "Seguo con attenzione quello che sta facendo l'Autorità italiana sulla piattaforma Rousseau - premette Buttarelli - è un problema ancora aperto visto che l'Autorità ha inviato nuove osservazioni che riguardano chiarezza e sicurezza della piattaforma. Ma queste sono cose che vanno nel pubblico interesse, non sono cose contro il Movimento 5 stelle. Anche perché se funziona, da quel tipo di democrazia partecipativa non possiamo arretrare".

I precedenti

In Italia ci sono dei precedenti, continua: "In passato abbiamo discusso di casi che riguardavano le elezioni primarie o l'uso corretto dei dati raccolti in occasione di referendum politici che poi per finanziare campagne politiche dei Radicali venivano commercializzati in termini non noti agli interessati. Quindi non è la prima volta che la comunicazione politica è oggetto di analisi. Ma la cosa che mi preoccupa di più non è tanto che una piattaforma di un partito abbia dei 'buchi' e che quindi qualcuno non legittimato possa parteciparvi o che qualcuno possa votare due volte", continua. "Certo, sono problemi importanti, ma la mia preoccupazione è molto sulla schedatura illecita, sulla profilazione indebita, sul monitoraggio occulto, il trattamento subdolo dei dati. Che non significa solo che hanno raccolto una informazione su di me e mi indirizzano verso un prodotto, questo era un rischio del passato: oggi significa che possono dire 'questo ha una propensione a fare una certa cosa'. Prima lo diceva un motore di ricerca, oggi lo dice un algoritmo. Siamo quello che ci stanno analizzando. Ma almeno dobbiamo saperlo". Per tutte queste ragioni, "la piattaforma Rousseau è un test importante non solo per l'Italia".

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Il caso Cambridge Analytica

"Ora dobbiamo chiudere le indagini su Cambridge Analytica - spiega Buttarelli - e vedere chi ha fatto cosa. Poi partiranno le procedure di applicazione delle sanzioni nei paesi dove ci sono state delle violazioni. Infine ci sarà una conclusione mi auguro non più tardi del tardo autunno, in chiave generale sul tema dei social. Io mi auguro che tra dicembre, al più tardi gennaio, in tempo utile per l'avvio della campagna delle elezioni europee di maggio ci sia una presa di posizione specifica che presuppone un lavoro che deve partire nei mesi prima. Ci riuniremo, porteremo delle esperienze positive e negative e ne trarremo dei principi comuni. Il tema è delicato", conclude. 

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