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© European Parliament

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Privacy, Bruxelles contro l'Italia: "è indietro nell'applicazione del nuovo regolamento Ue". Nessuna scusa per le elezioni

La nuove normativa comunitaria deve entrare in vigore il 25 maggio, con lei più diritti per i cittadini, più protezione per i consumatori e più mercato per le imprese. Ma anche multe più dure per chi viola la privacy

La protezione dei dati va a rilento in Italia e il governo deve darsi una mossa per fare in modo che il nuovo regolamente Ue sia pienamente operativo per il 25 maggio, data della sua entrata in vigore nei 28 Stati membri. E' Bruxelles a suonare l'allarme per la lentezza con cui le autorità italiane stanno recependo le nuove norme comunitarie a protezione della vita privata e dei dati personali, approvate già nel maggio 2016.

"Siamo in contatto con le autorità italiane perchè vediamo che ci potrebbero essere dei ritardi", ha affermato la Commissaria Ue alla giustizia Vera Jurova. "Vogliamo aiutare le autorità italiane a accelerare", ma "se gli Stati membri non saranno pronti entro il 25 di maggio, il regolamento inizierà comunque a essere di applicazione", ha spiegato la Commissaria. 

Elezioni non siano una scusa per ulteriori ritardi

Quanto al rischio che in Italia le cose peggiorino ancora, per via di ulteriori ritardi a causa delle elezioni, Jourova ha spiegato di "comprendere pienamente" il fatto che ci siano politici che "chiedono la fiducia degli elettori e hanno molto da fare, ma - ha chiarito - l'amministrazione deve lavorare e fare il suo dovere ovunque".

L'obiettivo del regolamento Ue

Jourova ha sottolineato che, a 100 giorni dall'entrata in vigore del nuovo regolamento generale sulla protezione dei dati, solo Germania e Austria sono pronte per metterlo in pratica. La nuova normativa dovrebbe consentire la libera circolazione dei dati nel mercato unico digitale proteggendo meglio la privacy dei cittadini e rafforzando la fiducia e la sicurezza dei consumatori. Altro obiettivo del regolamento è quello di creare al contempo nuove opportunità per le imprese, soprattutto quelle di piccole dimensioni.

Il testo che entrerà in vigore il 25 maggio prevede un'unica serie di norme in tutto il continente, valide anche per le imprese che hanno sede fuori dall'Ue ma che operano sul suo territorio, con l'obiettivo di garantire la certezza giuridica e lo stesso livello di protezione dei dati per tutti i cittadini comunitari.

Diritti, protezione, mercato e multe

Le misure includono diritti nuovi e più forti per i cittadini (il diritto all'informazione, il diritto di accesso e il diritto all'oblio sono rafforzati, mentre il nuovo diritto alla portabilità dei dati consente ai cittadini di trasferire i propri dati da un'impresa all'altra) e maggiore protezione contro le violazioni dei dati (le imprese sono tenute a notificare entro 72 ore all'autorità di protezione dei dati le violazioni dei dati che mettono a rischio le persone).

Infine, il regolamento introduce multe dissuasive (tutte le autorità di protezione dei dati avranno il potere di infliggere multe fino a un massimo di 20 milioni di euro o, nel caso di un'impresa multinazionale, fino al 4% del fatturato annuo a livello mondiale).

Road map per superare i ritardi

Per facilitare le cose agli Stati, soprattutto a quelli ritardatari come il nostro, la Commissione Ue ha pubblicato orientamenti volti a facilitare l'applicazione diretta del regolamento. Il documento illustra quali sono i provvedimenti che le autorità nazionali di protezione dei dati e le amministrazioni nazionali devono ancora adottare per prepararsi all'entrata in vigore delle nuove norme il 25 maggio.

Secondo l'esecutivo comunitario, gli Stati membri dovrebbero accelerare l'adozione della legislazione nazionale legata alla nuova normativa Ue e dotare le autorità nazionali delle necessarie risorse finanziarie e umane al fine di garantirne l'indipendenza e l'efficienza.

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