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Sabato, 25 Giugno 2022
Il caso / Belgio

Limiti ai prezzi del carburante: stazioni di servizio in perdita, chiudono in centinaia

E' stata la scelta fatta dal governo belga per calmierare i prezzi, ma per i gestori i costi sono diventati insostenibili

Tempi difficili per i commercianti di carburante belgi. I prezzi massimi fissati dal governo, per non far ricadere troppo la crisi energetica sui cittadini, sono ormai inferiori ai prezzi di acquisto e di conseguenza, le perdite finanziarie per le stazioni di servizio sono ingenti e mettono in pericolo la sopravvivenza delle attività. La gestione dei costi è diventata insostenibile e centinaia di benzinai hanno deciso di chiudere temporaneamente le loro porte per evitare ulteriori danni.

L'attuale legislazione, dice la Brafco, la Federazione belga dei commercianti di carburante, sta causando perdite ai commercianti e sta mettendo in pericolo l'approvvigionamento dei cittadini. La regolamentazione fa in modo che in caso di forte aumento dei prezzi sui mercati internazionali, questi non si ripercuotano interamente sul prezzo massimo dei vari prodotti petroliferi.

Ma, spiega la Federazione, i limiti ai prezzi colpiscono solo l’ultimo anello della catena. E se in circostanze normali queste limitazioni non causano nessun problema, attualmente, spiega Olivier Neirynck, direttore tecnico di Brafco, le fluttuazioni sono così forti che "causano un ritardo significativo nell'aumento dei prezzi alla pompa".

"I benzinai hanno due vincoli", ha spiegato Neirynck ai microfoni di Rtl-Info, "rispettate il prezzo massimo ufficiale e il divieto di vendere in perdita". Raggiungere 2,44 euro è inaudito nel nostro Paese. "Il prezzo di 2,44 euro riflette il prezzo reale, ma oggi” il tetto massimo “è fissato a 2,084 euro", spiega il direttore tecnico. "È un divario di 40 centesimi per ogni litro e questo è un problema, non possiamo chiedere all'addetto alla pompa di pagarli di tasca sua".

La Federazione minaccia che se il governo non troverà una soluzione “il settore si riunirà con urgenza per valutare la situazione e, se necessario, intraprendere azioni più energiche per farci sentire". La guerra in Ucraina sta avendo un impatto enorme sui prezzi del carburante. Con l'instabilità che regna, i mercati azionari impazziscono e il settore petrolifero non fa eccezione. Questo ha portato a un'impennata dei prezzi. Perché anche se è il gas che passa principalmente per l'Ucraina, con l'aumento del suo prezzo, la gente si rivolge ad altre materie prime e inevitabilmente al petrolio.

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