Giovedì, 21 Ottobre 2021
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La premier scozzese chiude le porte a Johnson: "Sua visita? Viaggio non essenziale"

Ma il leader britannico tira dritto e mostra i numeri del sostegno ricevuto da Londra negli ultimi mesi. Intanto crescono i consensi a favore della secessione: oggi il referendum lo vincerebbero gli indipendentisti con il 52%

La visita prevista per oggi in Scozia di Boris Johnson, è “un viaggio non essenziale” che avrebbe dovuto essere proibito in forza delle regole sul Covid-19 che “vanno applicate a tutti noi”, anche al premier britannico. L’attacco arriva dalla leader scozzere, Nicola Sturgeon, che sta cavalcando l’ondata di separatismo che ha travolto il nord della Gran Bretagna con maggiore forza dopo la Brexit. La richiesta di un nuovo referendum sull’indipendenza è motivata dall’uscita dall’Unione europea, osteggiata dall’elettorato scozzese, e alimentata dalla diffusa percezione che il Governo centrale di Londra si sia rivelato incapace di gestire e arginare la crisi pandemica. Un recente sondaggio diffuso dal The Sunday Times ha rilevato che solo il 22% degli scozzesi pensa che Johnson abbia fatto un buon lavoro con il Covid-19, rispetto al 61% di supporto per le contromisure attuate da Sturgeon, che è anche leader del Partito Nazionale Scozzese. 

Johnson: "Ecco i vantaggi della permanenza nel Regno Unito"

Nonostante le critiche, Johnson tira dritto. Fonti di Downing Street fanno sapere che non solo la visita del premier conservatore è confermata nonostante gli attacchi della leader indipendentista, ma fsottolineano anche che il flusso di denaro arrivato da Londra è stato fondamentale, avendo permesso l'acquisto del 62% dei test sul Covid usati in Scozia. Un dato diffuso per far capire, come ribadito dal premier nelle ultime ore, che “i grandi vantaggi della cooperazione in tutto il Regno Unito non sono mai stati più chiari come dall'inizio di questa pandemia”.

Le nuove richieste di referendum

La visita del premier Johnson, proseguono le stesse fonti citate dalla stampa britannica, servirà a valutare che la distribuzione di vaccini stia procedendo spedita e agli stessi livelli del resto del Regno Unito. Convitato di pietra della visita del leader britannico è la richiesta di indipendenza, sostenuta, secondo gli ultimi sondaggi, dal 49% degli scozzesi a fronte di un 44% di contrari e un 7% di indecisi. Tolti questi ultimi, i secessionisti sbandierano un 52% di favorevoli alla Scozia indipendente, un dato ben più alto del 44,7% incassato dai separatisti nel referendum del 2014. Che segnò una dura sconfitta per chi sperava nella Scozia indipendente.

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