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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Nokiagate / Paesi Bassi

Premier sotto accusa per il suo vecchio Nokia: "Non amo gli smartphone"

Il leader olandese Rutte per anni ha cancellato sms istituzionali per fare spazio nella scarsa memoria del cellulare. Ma la legge gli impone di conservarli

Sui giornali dei Paesi bassi non si parla d'altro che del "Nokiagate", lo scandalo che ha travolto il premier Mark Rutte e che ruota tutto intorno al suo vecchio cellulare. Dal 2010, da quando ha preso la guida del governo olandese, Rutte ha continuato a utilizzarlo, senza mai cedere alla tentazione di sostituirlo con un più moderno smartphone per comunicare con ministri, politici e altri rappresentanti delle istituzioni e delle lobby. Solo che nella memoria del Nokia c'è spazio solo per 20 sms, e così il leader avrebbe cancellato ogni giorno, per anni, i messaggi di testo ricevuti. Il problema è che così facendo avrebbe violato la legge.

Già, perché in Olanda, in base alle norme sulla trasparenza della pubblica amministrazione, i membri del governo sono tenuti tutti, nessuno escluso, a conservare in un apposito registro le loro comunicazioni istituzionali. Cosa che Rutte, stando a una inchiesta del quotidiano De Volkskrant, non avrebbe fatto. A sua discrezione, il premier ha inoltrato ai funzionari che si occupano del registro i messaggi che riteneva rilevanti per l'archiviazione. Ma il sospetto è che diversi sms sensibili siano stati cancellati nonostante contenessero informazioni importanti. 

Un sospetto che ha scatenato le proteste di partiti anche in seno alla maggioranza: “Il primo ministro cancellava il suo disco rigido alla fine di ogni giornata. Un modo perfetto per negare qualsiasi problema in cui sei stato coinvolto", ha scritto su Twitter il leader del Partito socialista Lilian Marijnissen. I Verdi hanno chiesto un dibattito parlamentare urgente, ma fonti vicine alla procura hanno finora negato risvolti legali per il premier. "Non ho mai consapevolmente nascosto questioni importanti", ha detto Rutte in una conferenza stampa risponendo alle accuse, e negando di aver infranto la legge. Il premier ha anche comunicato con una lettera al Parlamento che i messaggi cancellati non sono più recuperabili dal suo operatore telefonico.

Non è la prima volta che il leader olandese finisce sotto accusa per il suo vecchio Nokia: nel 2018 era stato accusato di aver cancellato un messaggio in cui l'ex ad della potente multinazionale Unilever, Paul Polman, gli avrebbe chiesto di abolire una tassa sui dividendi. De Volkskrant, inoltre, avrebbe scoperto una serie di sms potenzialmente sensibili che non sono stati archiviati anche di recente, come quello del sindaco di Amsterdam inviatogli nel giugno 2020 e incentrato su una grande manifestazione contro le misure anti-Covid. 

"Non sono un grande fan degli smartphone", ha detto ancora Rutte per giustificarsi. Ma ha ammesso che da qualche giorno si è finalmente attrezzato con un moderno cellulare con tanta memoria in più per conservare i messaggi. 

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