Spiegel: "Germania ha immagine distorta dell'Italia, forse è invidia per cibo e mare"

In un lungo editoriale, l'autorevole settimanale di Amburgo smonta i pregiudizi economici sul nostro Paese. E avverte: "L'Europa rischia di sprofondare nel dramma, non perché gli italiani sono fuori strada, ma a causa di una parte predominante della percezione tedesca

La Germania ha "un'immagine distorta e fatale dell'Italia", "forse è solo l'invidia per il fatto che l'Italia ha il clima migliore, il cibo migliore, più sole e il mare". A scriverlo è Thomas Fricke, giornalista dell'autorevole settimanale tedesco Spiegel. In un lungo editoriale, Fricke smonta i pregiudizi teutonici sull'economia italiana e avverte che questi pregiudizi potrebbero avere conseguenze gravi non solo per il nostro Paese, ma anche per gli stessi tedeschi. Il rischio, dice, è di "fare a pezzi l'Unione europea".

Il riferimento è alle trattative in corso tra le capitali Ue sul pacchetto di misure per affrontare la profonda crisi economica conseguente dalla pandemia di Covid-19. Come noto, l'Italia è tra i capofila del fronte che chiede più solidarietà da parte dei Paesi che hanno maggiori margini di spesa in bilancio, come la stessa Germania e l'Olanda. Ma Berlino e L'Aja frenano sulle proposte avanzate da Roma, come i coronabond. Secondo Fricke, le remore tedesche sono basate su pregiudizi e su una "arroganza" che "non solo adesso, ma soprattutto adesso, è particolarmente tragica".

A detta dello Spiegel, la lite sull'eventuale partecipazione dei tedeschi agli eurobond "è imbarazzante", perché si preferisce "fantasticare sul fatto che gli italiani avrebbero dovuto risparmiare prima", fantasie che "spiegano la mancanza di zelo da parte della Germania nel far partire al vertice Ue di questa settimana una storica azione di salvataggio". Ed ecco l'affondo: "L'Europa rischia di sprofondare nel dramma, non perché gli italiani sono fuori strada, ma a causa di una parte predominante della percezione tedesca". E ancora: "Forse è per colpa dei tanti film sulla mafia", scrive il settimanale tedesco ironizzando sui rispettivi stereotipi tra i due Paesi, "forse è solo l'invidia per il fatto che l'Italia ha il clima migliore, il cibo migliore, più sole e il mare". 

Secondo Fricke, "se lo Stato italiano in una crisi come questa finisce sotto pressione dal punto di vista finanziario, dipende - se proprio deve dipendere dagli italiani - dal fatto che il Paese ha una quota di vecchi debiti pubblici, ossia dai tempi passati. Solo che questo ha poco a che vedere con la realtà della vita di oggi, ma con una fase di deragliamento degli anni '80, il che ha a sua volta a che vedere con gli interessi improvvisamente schizzati in alto". Lo Spiegel fa anche un paragone storico sempre molto scottante per la Germania: "Se noi tedeschi non avessimo avuto all'estero amici tanto cari che nel 1953 ci abbuonarono una parte dei nostri debiti, staremmo ancora oggi con un pesante fardello in mano. E come va a finire quando le persone devono continuare a pagare debiti nati storicamente, la Germania lo ha dimostrato alla fine della Prima guerra mondiale, quando alla fine il sistema si rovescio', come da anni rischia di succedere anche in Italia".

Inoltre, l'editoriale del settimanale ricorda che "da 30 anni lo Stato italiano spende meno per i suoi cittadini di quello che prende loro, con l'unica eccezione dell'anno della crisi finanziaria mondiale 2009. Questo vuol dire risparmi record, non sperperare". Il giornale cita anche gli investimenti pubblici "tagliati di un terzo dal 2010 al 2015", cosi' come "si sono rimpicciolite le spese per l'istruzione e la pubblica amministrazione". Insomma: "Dolce vita? Stupidaggini. Gli investimenti pubblici dal 2010 in Italia sono calati del 40%. Un vero e proprio collasso". Questo mentre in Germania, la spesa pubblica "è cresciuta quasi del 20%", ossia "lo Stato spende a testa un quarto di più di quello che spende in Italia. Il che in queste settimane si percepisce dolorosamente".

Una situazione che con l'attuale crisi da pandemia del coronavirus si tramuta "in un dramma incredibile": "in Italia sono mancati i posti letto e sono morte tante persone che oggi forse potrebbero essere ancora in vita. Non è direttamente colpa dei politici tedeschi, ovvio. Ma sarebbe ben giunto il tempo di smettere con folli lezioncine, e di contribuire a far piazza pulita delle cause del disastro, caro signor Schaeuble (già ministro alle Finanze negli anni piu' caldi dell'eurocrisi, ndr). O di dire "scusateci" almeno una volta". E invece "con assoluta serieta'" si continua ancora a parlare della "dipendenza da credito" degli italiani, continua lo Spiegel. "Ma anche qui, un piccolo suggerimento fattuale: i debiti privati, commisurati al Pil, in quasi nessun Paese dell'Ue sono cosi' bassi come in Italia".

Infine: "E' giunta finalmente l'ora di mettere fine a questo dramma, e magari proprio con gli eurobond, quali simbolo della comunità del destino della quale comunque facciamo parte sin da quando abbiamo una moneta comune", conclude Fricke. "Ancora i tedeschi hanno tempo di raddrizzare la curva dopo le contorte settimane scorse: altrimenti l'Unione europea nel giro di qualche anno non sarà più un'unione. E in Italia come in Francia arriveranno al potere delle persone che, come adesso gia' fanno Donald Trump o Boris Johnson, non hanno nessuna voglia di stare al gioco: quel gioco sul quale la Germania da decenni costruisce il proprio benessere". 

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