Il Ppe vuole espellere Orban, la Lega: “Noi lo accogliamo a braccia aperte”

Una parte dei popolari chiede di rompere con gli ungheresi di Fidesz dopo la campagna anti-Juncker. Per il carroccio potrebbe essere un alleato nei futuro gruppo di destra identitaria

Dopo cristiano-democratici fiamminghi, centristi valloni e popolari lussemburghesi, il Partito popolare portoghese è la quarta formazione politica del centrodestra europeo a chiedere la testa di Viktor Orban. Il premier ungherese siede tra i banchi del Partito popolare europeo, di cui fa parte anche Forza Italia, il partito del presidente della Commissione Jean Claude Juncker. E proprio la campagna anti-Juncker organizzata da Orban nel Paese sarebbero al centro del ciclone politico che potrebbe concludersi con la clamorosa, ma da alcuni prevista, espulsione egli ungheresi di Fidesz dal Ppe.

Nonostante la richiesta delle quattro delegazioni anti-Orban, non è sicuro che i Popolari siano disposti a fare a meno degli europarlamentari della formazione di Orban che in questa legislatura sono 11. Ma questi numeri potrebbero crescere stando ai sondaggi che danno Fidesz intorno al 53%, il che significa che se le elezioni europee fossero domattina, il partito di Orban eleggerebbe ben 13 eurodeputati sui 21 seggi assegnati all’Ungheria. In caso di espulsione, Orban non avrebbe di certo problemi a trovare una collocazione politica alternativa in cui piazzare la sua pattuglia di europarlamentari.

I primi a farsi avanti sono stati i rappresentanti a Bruxelles della Lega, che siedono nel gruppo di estrema destra identitaria l'Europa delle nazioni e della libertà (Enf), di cui fa parte anche il Rassemblement National di Marine Le Pen. “Noi siamo pronti ad accogliere a braccia aperte il premier Orban” ha dichiarato Mara Bizzotto, capogruppo del Carroccio a Strasburgo, rinnovando l'invito “che già facemmo lo scorso settembre dopo il linciaggio che subì all'Europarlamento per mano del Ppe”.  La Bizzotto si riferisce all’approvazione, avvenuta col voto a favore di due terzi dell’aula, di una risoluzione che chiese di sanzionare il comportamento di Budapest, colpevole di aver “violato a più riprese l'indipendenza del potere giudiziario, la libertà di stampa e i diritti fondamentali dei suoi cittadini”. “Lasci i Popolari e si unisca al nostro raggruppamento identitario e sovranista”, prosegue la Bizzotto. “Insieme cambieremo da cima a fondo questa Unione Sovietica Europea e costruiremo una nuova Europa, l'Europa dei popoli, delle patrie e della libertà” ha concluso Bizotto.

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