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Mercoledì, 17 Agosto 2022
Il caso / Paesi Bassi

I portuali svedesi e olandesi che bloccano la petroliera russa

Da giorni, la Sunny Liger è ancora davanti al porto di Amsterdam in attesa di scaricare il suo carico di gasolio. Ma altre navi di Mosca hanno aggirato il blocco

Le ultime sanzioni Ue hanno esentato le navi cariche di petrolio russo, mentre Bruxelles è pronta a dire addio all'oro nero di Mosca, ma solo a partire dal 2023. A poco sono valse, finora, le rimostranze di Kiev le pressioni di alcuni Paesi europei, a partire dalla Polonia, che hanno chiesto di porre fine immediatamente a un business che sta alimentando le casse russe, e di conseguenza la spesa di guerra del Cremlino. E così, in segno di solidarietà verso l'Ucraina, ci hanno pensato i portuali di Svezia e Olanda a dare un segnale, bloccando l'ingresso nei loro scali di una petroliera battente la bandiera delle Isole Marshall, ma carica di gasolio russo.

La Sunny Liger, questo il nome della petroliera, si trova nel momento in cui scriviamo al largo di IJmuiden, vicino Amsterdam, dopo che i lavoratori del porto della capitale olandese, sulla scorta di quanto fatto in precedenza dai colleghi svedesi, si sono rifiutati di operare lo scarico del gasolio. Niek Stam, capo della divisione marittima della Federazione dei sindacati olandesi, ha detto che "se i lavoratori portuali da qualche altra parte nel mondo rifiutano il carico, rifiuteremo anche noi. Lo facciamo sulla base della solidarietà internazionale". Ma non su quella del diritto: il governo olandese non ha ancora chiarito la sua posizione in merito, ma di fatto la Sunny Liger ha le carte in regole per poter sbarcare il suo carico.

Sebbene l'Ue abbia vietato in linea generale alle navi russe di operare nei porti europei, i leader dei 27 Paesi membri hanno concordato alcune esenzioni, tra cui quelle per i trasporti del settore energetico. Da qui, il via libera alle petroliere, molte delle quali in realtà, come la Sunny Liger, hanno sulla carta la bandiera di altri Stati, ma di fatto trasportano il petrolio e i suoi prodotti dai giacimenti russi. 

E così accade che lunedì scorso, la petroliera CB Caribbean, che trasportava petrolio russo ma non batte bandiera russa, ha attraccato al porto di Amsterdam senza problemi, riferisce l'emittente olandese Nos, appena poche ore dopo il rifiuto dei portuali alla Sunny Liger. La differenza forse è che su quest'ultima ha pesato il clamore suscitato dalla decisione dei colleghi svedesi, poi rilanciato dal governo di Kiev con appelli ai portuali di tutta l'Ue a seguire l'esempio. L'ambasciatore ucraino in Germania, Andriy Melnyk, ha per esempio chiesto che le navi che trasportano rifornimenti russi non vengano scaricate nei porti tedeschi. Ma come dicevamo, la legge per ora tutela il petrolio di Mosca. 

"Sempre più navi stanno arrivando nei porti olandesi e trasportano petrolio russo, ma finché non sono coperte da sanzioni, c'è poco che possiamo fare", ha detto Asmae Hajjari del sindacato dei lavoratori portuali di Havens, riferisce Nos. Dall'inizio della guerra, i Paesi Ue hanno versato oltre 20 miliardi nelle casse della Russia per acquistare petrolio e derivati.

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