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Domenica, 25 Febbraio 2024
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Davvero la Germania venderà il porto di Amburgo alla Cina? Il viaggio di Scholz a Pechino

Il cancelliere apre lo scalo marittimo all’ingresso del colosso dei container asiatico. Gli alleati di governo contro le scelte del leader tedesco, che però tira dritto

Il cancelliere tedesco, Olaf Scholz, è finito nel mirino dei suoi stessi alleati per i rapporti sempre più stretti con la Cina. A irritare i Verdi e il Partito liberale democratico (Fdp) è soprattutto la scelta del cancelliere di dare il via libera al piano di investimenti che consentirà al colosso del traffico merci cinese Cosco di acquisire una quota importante del porto di Amburgo. Oltre alle mire cinesi sullo scalo marittimo tedesco, preoccupa anche il viaggio di Scholz in Cina previsto per il 3 e 4 novembre. Il cancelliere tedesco sarà infatti il primo leader del G7 a incontrare Xi Jinping dall’inizio della pandemia. 

Il doppio segnale di avvicinamento tra Berlino e Pechino ha fatto andare su tutte le furie diversi esponenti dei due partiti alleati della Spd di Scholz. La co-presidente del partito dei Verdi, Ricada Lang, ha affermato di “non capire” il motivo per cui Scholz è pronto a consentire l’ingresso cinese nella proprietà del porto storico e strategico. “Il Partito comunista cinese non deve avere accesso alle infrastrutture essenziali del nostro Paese”, è stata l’accusa del segretario dei liberali dell’Fdp, Bijan Djir-Sarai, lanciata dai microfoni dell’agenzia di stampa Dpa. “Sarebbe un errore e un rischio”, ha aggiunto l’alleato di governo di Scholz.

Stando al piano annunciato, il colosso cinese Cosco dovrebbe acquisire una quota del 35% dello scalo di Amburgo. L’accordo è stato concluso lo scorso anno ma affinché entri in vigore occorre il via libera di Berlino. Il sì del cancelliere non è ancora stato ufficialmente annunciato, ma due emittenti tedesche - non smentite da Berlino - hanno riferito che la cancelleria sta pianificando di approvare il piano nonostante l'opposizione di sei ministri della coalizione che sostiene Scholz.

Le critiche sono arrivate anche dall’opposizione con il cristiano-democratico Jens Spahn che ha fatto notare: “I porti tedeschi non devono finire in mani cinesi, soprattutto perché gli europei non possono prendere una partecipazione nei porti in Cina”.

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Tra le voci critiche della rinnovata partnership tra la Germania e la Cina c’è anche quella delle ministra degli Esteri, Annalena Baerbock, che ha chiesto maggiore cautela nei rapporti commerciali con il dragone, avvertendo che la più grande economia europea deve imparare dalla rottura delle sue relazioni con la Russia.

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