L'Spd riparte dal porno, nel programma del partito il finanziamento di quello femminista

Dopo l'ultimo disastroso risultato elettorale i socialdemocratici stanno cercando nuove battaglie da sostenere. Tra queste quella per un'industria dell'hard più etica, che contribuisca a far passare nella società il messaggio che la donna non è solo un oggetto del piacere maschile

L'educazione al sesso e al rispetto della donna passa anche dal porno. Le attrici nei film hard sono sempre degli oggetti al servizio del piacere maschile e il loro ruolo nelle scene è solo quello di soddisfare i loro partner. Ma nella vita reale il sesso dovrebbe essere qualcosa in cui il piacere si condivide, si dona vicendevolmente. Per contribuire a far passare questo messaggio nel loro ultimo congresso i socialdemocratici Spd hanno accettato di inserire nel loro programma la proposta di finanziare con soldi pubblici il porno femminista, una categoria dell'hard che mira a dare condizioni di parità a uomo e donna, e renderlo liberamente disponibile attraverso le emittenti pubbliche.

La proposta è arrivata dalla Jusos, l'organizzazione giovanile del partito. Il testo della proposta afferma che "il porno mainstream dipinge stereotipi sessisti e razzisti" e questi "possono avere un effetto duraturo su chi li guarda, dando ai giovani aspettative completamente irrealistiche quando diventano sessualmente attivi e impedendo loro di sviluppare la fiducia nei loro corpi e nella loro sessualità". "Il porno mainstream è riduttivo, ci sono ruoli di genere ben definiti, con le donne che devono fondamentalmente solo dare piacere agli uomini e portarli all'eiaculazione", ha spiegato alla DW l'attivista femminista Laura Méritt, fondatrice del festival film porno femministi PorYes.

Méritt ha dato il benvenuto alla proposta dei socialdemocratici tedeschi spiegando che potrebbe contribuire a rendere l'industria dell'hard più “etica” e “giusta”. Dopo il disastroso risultato elettorale dello scorso settembre la Spd sta cercando di ricrearsi una identità di sinistra nuova. “Certo non è probabilmente una questione in cima alle preoccupazioni di tutti”, ha ammesso la socialdemocratica Ferike Thom, secondo cui però questa battaglia fa parte comunque del nuovo corso del partito.

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