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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
La sentenza

Giudici sotto il controllo del governo, Polonia condannata a pagare un milione al giorno di multa

La Corte Ue ha accolto la richiesta della Commissione e intimato Varsavia di eliminare una sezione disciplinare della sua Corte suprema i cui componenti sono nominati dallo stesso esecutivo, in violazione del principio della separazione dei poteri

Lo scontro tra l'Unione europea e la Polonia sul rispetto dello Stato di diritto non si arresta, e anzi continua a salire di intensità. La Corte di Giustizia dell'Ue ha inflitto al Paese una multa di un milione di euro al giorno per una controversa riforma della giustizia che metterebbe i giudici nazionali sotto il controllo del governo, violando così il principio della separazione dei poteri.

Oggetto del contendere le misure che impediscono ai giudici di deferire determinate questioni legali alla Corte di giustizia comunitaria, di fatto privandola del suo potere di controllo, sancito dai trattati nonché l'istituzione della nuova "camera disciplinare", considerato un organo di diretto controllo da parte del governo, che si pronuncia sull'indipendenza dei giudici polacchi e che ha il potere di revocare la loro immunità per far fronte a procedimenti penali. Per l'Europa questa andrebbe contro il principio della separazione dei poteri alla base dell’ordinamento democratico mettendo così i magistrati sotto il controllo dell'esecutivo.

Adesso le misure punitive rimarranno in vigore fino a quando Varsavia non accetterà di conformarsi alla sentenza della Corte Ue di giustizia emessa a luglio che ha disposto l'immediata sospensione della camera disciplinare dei giudici supremi e l'annullamento delle decisioni già prese sulla revoca dell'immunità ai magistrati. "L'osservanza delle misure cautelari disposte il 14 luglio 2021”, dalla sentenza comunitaria, “è necessaria al fine di evitare un danno grave e irreparabile all'ordinamento giuridico dell'Unione europea e ai valori sui quali tale Unione si fonda, in particolare quello dello Stato di diritto", si legge in una nota della Corte di Lussemburgo.

L'azione legale contro la Polonia è stata intentata dalla Commissione europea, che considera la controversa Camera una minaccia all'indipendenza giudiziaria del Paese sottoponendo i giudici al controllo politico. Il governo polacco, tuttavia, insiste sul fatto che sia uno strumento essenziale per eliminare i resti del regime comunista. Dopo che le ripetute richieste alla Polonia di conformarsi alla sentenza di luglio sono state ignorate, Bruxelles ha chiesto al tribunale comunitario di imporre multe giornaliere, l'ultimo e più radicale passo di una procedura di infrazione. E le multe giornaliere verranno detratte dai fondi Ue che Varsavia riceve periodicamente, essendo tra l'altro il Paese membro di gran lunga il maggior beneficiario di fondi comunitari, avendo ricevuto oltre 18 miliardi di euro nel 2020.

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