Polonia, rinviate le elezioni presidenziali. Vittoria delle opposizioni che minacciavano di boicottare le urne

Il Governo puntava al voto per corrispondenza, contro il parere degli sfidanti e degli alleati. La maggioranza aveva fretta di scegliere il presidente per evitare il calo di popolarità dovuto anche alla crisi del Covid-19

I partiti della maggioranza di Governo in Polonia, Diritto e la giustizia (PiS) e Porozumienie, hanno fatto sapere ieri notte di aver raggiunto un accordo politico sul rinvio delle elezioni presidenziali previste per domenica 10 maggio. La notizia scongiura il rischio di una crisi di Governo, ma anche forti tensioni nell'ex repubblica sovietica, dal momento che l’opposizione aveva minacciato di boicottare il voto di domenica, che si sarebbe tenuto per corrispondenza. Le consultazioni sono quindi rinviate a data da destinarsi. In piena emergenza Covid-19, gli elettori non avrebbero potuto certamente recarsi ai seggi, un azzardo troppo pericoloso anche per uno dei Paesi d’Europa meno colpiti dal coronavirus.

Le manovre del Governo

A preoccupare cittadini, istituzioni Ue e osservatori esterni è l’aspro conflitto in corso tra Governo e opposizione, che sta gettando nel caos un Paese da 40 milioni di abitanti, prima economia Ue tra i Paesi dell'Est. Il Governo a lungo ha insistito per mantenere la data delle elezioni per il 10 maggio, con l'eventualità di un ballottaggio il 24 maggio. Il partito al potere, che fa capo a Jaroslaw Kaczynski, ha institito a lungo sul fatto che l'elezione del presidente dovesse avvenire a maggio al fine di rispettare i termini indicati dalla Costituzione. Ma confermare le elezioni di domenica prossima avrebbe voluto dire affidarsi al voto per corrispondenza. La fretta di andare a votare della maggioranza di Governo sarebbe dovuta ad alcuni sondaggi che vedono in calo l’attuale maggioranza, anche a causa delle difficoltà economiche dovute al Covid-19. Un vero paradosso per il Paese che nelle previsioni economiche di primavera presentate ieri dalla Commissione europea ha registrato la migliore (anche se sarebbe meglio dire la meno drammatica) performance dell’Ue.

La strategia dell'opposizione

Con lo stesso ragionamento, ma opposti fini, l'opposizione punta a un rinvio del voto di due-tre mesi, sperando che il vantaggio del PiS nei sondaggi subisca una consistente erosione sulla scia dell'emergenza da Covid-19. La principale sfidante è Malgorzata Kidawa-Blonska della formazione di centrodestra Piattaforma Civica (PO), europeista e liberale, al Governo sino al 2015. Per il Partito popolare polacco (PSL), che raccoglie voti nelle campagne e nei centri urbani più piccoli, si è presentato Wladyslaw Kosiniak-Kamysz. Entrambi gli sfidanti hanno però minacciato di boicottare il voto. Se si votasse oggi, secondo i sondaggi potrebbero aspirare entrambi al 15% delle preferenze. La situazione è a dir poco confusa e dall'ex presidente Lech Walesa all'ex premier Donald Tusk sono arrivati appelli allarmati e critiche senza precedenti. Tusk ha detto che la linea del PiS è degna della Bielorussia guidata dall'autocratico Alexandr Lukashenko, non di un Paese democratico. 

Gli scenari futuri

Un 'ulteriore incognita sul voto, in qualsiasi forma, è rappresentata dall'astensione: molti elettori hanno detto che non parteciperanno a un'elezione improvvisata per posta, inaffidabile in termini di risultati e segretezza. Nel caso in cui il PiS dovesse perdere la sua maggioranza parlamentare, la dichiarazione dello stato di emergenza sino ad ora negata dalla formazione governativa diventerebbe una concreta opzione. Da qui l'accordo per andare alle urne in una data ancora da concordare ed evitare la crisi governativa che avrebbe portato a nuove elezioni parlamentari ad agosto.

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