Dopo l'Ungheria tocca alla Polonia: Varsavia deferita alla Corte Ue

La decisione della Commissione europea a causa delle presunte violazioni del principio dell'indipendenza del potere giudiziario che sarebbero contenute in una nuova legge polacca.

La Commissione europea ha deciso di deferire la Polonia alla Corte di giustizia dell'Ue, a causa delle violazioni del principio dell'indipendenza del potere giudiziario contenute nella nuova legge polacca sulla Corte Suprema. La Commissione chiede anche alla Corte di adottare misure temporanee, in attesa della sentenza.

Cosa prevede la legge polacca

La legge sulla Corte Suprema abbassa l'età pensionabile dei giudici da 70 a 65 anni, mettendo 27 degli attuali 72 giudici della Corte a rischio di pensionamento forzato, incluso il primo presidente della Corte, il cui mandato di sei anni, previsto dalla Costituzione polacca, terminerebbe in anticipo

Per la Commissione, la legge polacca è incompatibile con il diritto Ue, poiché mina il principio dell'indipendenza della magistratura, che include l'impossibilità di rimuovere i giudici. La Polonia, in particolare, violerebbe l'articolo 19 del Tue, oltre all'articolo 47 della Carta dei Diritti Fondamentali dell'Ue. L'esecutivo comunitario ha dunque deciso di portare la procedura di infrazione in corso allo stadio successivo, trascinando Varsavia davanti alla Corte.

Si chiede anche ai giudici di Lussemburgo di adottare misure temporanee, volte a restaurare la situazione che c'era nella Corte Suprema prima del 3 aprile 2018, quando la nuova legge è stata adottata. La Commissione ha chiesto alla Corte una procedura rapida, per avere una sentenza il più presto possibile. 

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