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Giovedì, 8 Dicembre 2022
La pretesa

La Polonia chiede a Berlino 1,3 trilioni di euro per i danni della Seconda guerra mondiale

Varsavia ha calcolato la somma con uno studio che ha coinvolto trenta economisti e storici. Ma il processo per ottenere le riparazioni si preannuncia “lungo e difficile”

Il governo della Polonia ha chiesto alla Germania oltre 1.300 miliardi di euro a titolo di risarcimento per i danni subiti durante la Seconda guerra mondiale. La stima delle riparazioni pretese da Varsavia è frutto di uno studio portato avanti dal 2017 da parte di trenta esperti tra economisti e storici e pubblicato in occasione dell’anniversario dell’inizio del secondo conflitto bellico mondiale. Il primo settembre del 1939 la guerra cominciò proprio con l’invasione della Polonia da parte della Germania nazista. 

Il governo conservatore di Varsavia guidato dal partito PiS, Diritto e Giustizia, alleato al Parlamento europeo con Fratelli d’Italia, sostiene che la Polonia sia stata la prima vittima della guerra e che dalla Germania non sia mai arrivato un integrale risarcimento. I principali leader del governo polacco, tra cui il numero uno del PiS Jaroslaw Kaczynski e il primo ministro Mateusz Morawiecki, hanno partecipato alla cerimonia di presentazione del rapporto sui danni della guerra che si è tenuta al Castello reale di Varsavia. 

L’ammontare del risarcimento atteso dalla Polonia “è una somma importante, pari a 6,2 trilioni di zloty”, ha affermato Kaczynski, indicando una cifra che corrisponde a 1,32 trilioni di euro all’attuale tasso di cambio con la valuta polacca. Si tratta, grosso modo, dello stesso importo del Prodotto interno lordo annuale della Spagna, la quarta economia dell’Eurozona. Ottenere le riparazioni di guerra, ha ammesso Kaczynski, sarà un processo "lungo e difficile”, ma “un giorno avremo successo”, ha garantito. 

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Il governo di Berlino non ha ancora reagito alla richiesta di Varsavia e non è detto che arrivi alcuna risposta ufficiale, dal momento che l'esecutivo tedesco considera chiusa la questione. In passato la Germania ha infatti sostenuto che il risarcimento sia stato già pagato a tutte le nazioni dell’Est Europa negli anni successivi alla guerra, mentre i territori che la Polonia ha perso quando i confini sono stati ridisegnati sarebbero stati compensati - a detta di Berlino - con alcune delle zone che prima della guerra facevano parte della Germania. Il governo polacco aveva infine sottoscritto una dichiarazione nel 1953 nella quale aveva accettato di non avanzare più ulteriori pretese di risarcimento nei confronti di Berlino. Ma l’attuale esecutivo di Varsavia ha rinnegato questa dichiarazione sostenendo che gli allora leader comunisti del Paese avessero agito sotto la pressione dell'Unione Sovietica.

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