In Polonia l'aborto sarà vietato anche in caso di malformazione del feto

La Corte suprema del Paese ha ritenuto incostituzionale l'attuale legge. Adesso le interruzioni di gravidanza saranno possibili solo in caso di stupro, incesto o rischio per la vita della donna

Protesta all'esterno della Corte - foto Ansa EPA/TOMASZ GZELL

In Polonia la legge sull'aborto diventerà ancora più restrittive. La Corte costituzionale di Varsavia ha accolto un ricorso presentato da 119 deputati, per lo più del partito al governo Diritto e giustizia (Pis), e ha stabilito che l'interruzione di gravidanza nel caso di malformazione o malattia del feto è “incompatibile” con la Legge fondamentale dello Stato e quindi incostituzionale.

Nel Paese ora l'aborto sarà consentito soltanto in caso di stupro, incesto o di pericolo per la vita e la salute della madre, e questo significa che di fatto non sarà praticamente mai permesso. Nel 2019 , secondo i dati ufficiali, in Polonia si sono registrati in tutto 1.110 aborti, 1074 dei quali decisi in seguito alla scoperta di malformazioni o patologie irreversibili del feto.

Il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa ha affermato che questa è "una giornata triste per i diritti delle donne". "Rimuovere la base per quasi tutti gli aborti legali in Polonia equivale a un divieto e viola i diritti umani", ha scritto Dunja Mijatovic su Twitter. “Entrare a gamba tesa sul tema del diritto all'aborto in Polonia, nel bel mezzo di una pandemia incontrollata, è qualcosa di peggio del cinismo, è furfanteria politica”, ha scritto su Twitter l'ex premier polacco e attuale presidente del Partito popolare europeo (Ppe), Donald Tusk. L'ex leader del suo medesimo partito, Piattaforma Civica (Po), Grzegorz Schetyna, ha aggiunto che limitando ulteriormente il già ristretto diritto all'aborto in Polonia si creerà "un inferno per le donne polacche".

Moltissime donne, favorevoli o contrarie all'aborto, si erano recate per manifestare all'esterno della Corte di Varsavia, in cui la maggioranza dei giudici è stata nominata proprio dal Pis. I gruppi per i diritti delle donne stimano che tra 80mila e 120mila donne polacche cerchino di abortire all'estero, tra loro anche molte di quelle che potrebbero qualificarsi per la procedura nazionale legale, a causa del forte stigma che circonda la questione nella nazione fortemente cattolica.

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