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Sabato, 24 Febbraio 2024
Il caso

Due poliziotti drogano e violentano una 18enne ma non andranno in carcere: ecco perché

Lo stupro sconvolse la Spagna: i due agenti hanno fermato l’auto della giovane e lei ha ammesso di aver bevuto. Le hanno detto di tornare a casa in taxi, poi è iniziato l’incubo

I due poliziotti spagnoli che hanno violentato una ragazza di 18 anni dopo averla drogata contro la sua volontà non andranno in carcere. La procura e le parti hanno infatti raggiunto un accordo che consentirà ai due, Juan Carlos G. e Vicente Julian P., di cavarsela con un corso di educazione sessuale, l'interdizione per due anni dal pubblico impiego, la scarcerazione vigilata per cinque anni e il divieto di avvicinarsi a 500 metri dalla vittima, oltre che all'obbligo di risarcirla per 80mila euro. 

La scelta dei giudici ha creato un forte scalpore in Spagna, dove molti giornali hanno riportato la vicenda per capire come mai un reato così grave sia rimasto pressoché impunito. Gli eventi risalgono a giugno 2018, quando - ricorda il giornale La Vanguardia - la giovane si recò con due amiche da Madrid a Malaga per trascorrere alcuni giorni sulla Costa del Sol per festeggiare la fine dell'anno scolastico e l'esame di ammissione all’università. La macchina sulla quale viaggiavano le tre è stata fermata a un posto di blocco dai due agenti, entrambi in uniforme. 

Questi ultimi hanno chiesto alla ragazza al volante se avesse consumato bevande alcoliche e, data la sua risposta affermativa, le hanno detto di lasciare il veicolo parcheggiato e di chiamare un taxi per andare a casa. Secondo il racconto delle ragazze, pochi istanti dopo essere arrivate a casa i due agenti sono apparsi in uniforme, ma con l'auto privata di uno di loro. Dopo un breve colloquio per strada, i due uomini hanno suggerito alle giovani di salire a casa e le tre ragazze glielo hanno permesso perché temevano rappresaglie dagli agenti di polizia.

Una volta all’interno della casa, i due hanno aggredito e spogliato la vittima preparandole tre strisce di cocaina. Nonostante il suo rifiuto a sniffare la droga, la ragazza è stata obbligata ad assumere la sostanza, quindi è iniziata la violenza. Uno di loro ha inserito diverse dita nella sua vagina e l'altro l'ha penetrata senza il suo consenso, ha riportato El Pais. Nel mentre, una delle due amiche ha cercato di aiutare la vittima, ma è stata intimidita dagli agenti. L'altra, colta da un attacco d'ansia, è fuggita di casa ed è andata a chiedere aiuto.

I due poliziotti sono stati arrestati nell'estate del 2018 e sono rimasti in carcere per un lungo periodo, con la sospensione dal servizio e dello stipendio. In primavera, la procura di Malaga aveva chiesto 30 anni di reclusione per entrambi gli agenti per il reato di violenza sessuale, mentre l’avvocato della vittima ne aveva richiesti 33. Ma il processo non si è mai svolto perché il 22 aprile i legali della vittima, quelli dei due agenti e la procura hanno raggiunto un accordo. Il giudice ha poi emesso una sentenza di assenso in cui gli imputati hanno accettato due anni di reclusione con la sospensione condizionale della pena e gli altri dettagli del patto.

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Gli esperti legali consultati dal giornale El Pais hanno criticato il ruolo del pubblico ministero che ha accettato l'accordo tra le parti. Fonti della Procura hanno spiegato di aver dato l’ok a seguito della richiesta dell'avvocato della vittima, il quale sosteneva che la sua cliente non voleva che si tenesse il processo per via del potenziale impatto mediatico. La giovane, che oggi ha 22 anni, voleva evitare sia di sentirsi nuovamente vittima del reato che di rivivere tutto ciò che aveva subito. Dopo la violenza, la donna ha infatti richiesto cure farmacologiche e psicoterapeutiche dopo aver sofferto di sindrome da stress post-traumatico. Resta comunque l’indignazione che molti spagnoli hanno manifestato nelle ultime ore in cui è venuta a galla la conclusione della vicenda in quanto, nonostante il rispetto per la scelta della vittima, avrebbero preferito vedere i due poliziotti reclusi in carcere. 

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