"Picchiato da 5 agenti dopo corteo antirazzista", in Belgio nuova polemica sulla polizia

La denuncia di un 19enne di origine marocchina, che in un video mostra il volto tumefatto e lo attribuisce a un pestaggio avvenuto durante gli scontri alla manifestazione di domenica nella Capitale belga. Il capo delle forze dell'ordine: "Non posso escludere che tra di noi ci sia qualche razzista"

Una immagine del video in cui un giovane belga denuncia di essere stato picchiato dalla polizia

Non smette di far discutere la manifestazione antirazzista di domenica 7 giugno a Bruxelles: dopo le polemiche sui rischi di nuovi focolai di coronavirus per l'alto numero di partecipanti ammassati in poco spazio (10mila secondo le autorità) e le immagini degli atti di vandalismo ai danni di alcuni negozi, adesso arriva anche la denuncia di un presunto caso di violenza da parte della polizia ai danni di un 19enne di origine marocchina. 

In un video che ha subito fatto il giro dei media belgi, il giovane, Mounaime, ha dichiarato di essere stato ammanettato e portato all'interno di un furgone della polizia poiché scambiato per uno degli autori degli scontri avvenuti a margine della manifestazione. Mounaime, con il volto tumefatto, racconta di essere stato picchiato da cinque poliziotti prima di perdere conoscenza. Portato in caserma e poi rilasciato, a Mounaime sono state diagnosticate delle emorragie interne. 

Intervistato da Le Soir, Mounaime ha dato maggiori dettagli: l'arresto sarebbe avvenuto mentre si stava recando a un appuntamento con un amico per mangiare a un fast food. Arrivato sul posto, i due si sono imbattuti negli scontri tra la polizia e un gruppo di manifestanti (o sedicenti tali). Nella calca, un poliziotto lo arresta, scambiandolo per uno dei manifestanti: "Mi hanno messo in un furgone e mi hanno lasciato lì per due o tre minuti", ha raccontato. Poi, il furgone si sposta di qualche centinaio di metri, prima di fermarsi nuovamente. A quel punto, sul furgone salgono 5 poliziotti a volto coperto e cominciano a picchiare il giovane, dice sempre Mounaime. "Ho cercato di difendermi abbassandomi il più possibile. Ma ogni volta venivo sollevato in modo che potessero picchiarmi sul viso finché non sono svenuto". Dopo essersi ripreso, Mounaime è stato portato in caserma: "È qui che un poliziotto mi vede e mi chiede cosa ho fatto al viso. Gli dico che sono stati i suoi colleghi. Mi guarda stupito e poi mi dice ridendo: 'Certamente no. Devi essere inciampato'". A quel punto, il giovane viene portato in ospedale dove lo raggiungono i famiglari. 

Secondo quanto riferisce Le Soir, la famiglia ha sporto denuncia. La polizia ha dichiarato che è in corso un'indagine interna. Questo nuovo caso arriva dopo settimane di polemiche sulle presunte violenze delle forze dell'ordine nei confronti in particolare dei giovani dei quartieri popolari della Capitale, dove vivono soprattutto famiglie di migranti o di origine straniera, soprattutto marocchine e turche. 

Intimidazioni e umiliazioni

Il delegato generale per i diritti dei giovani in Belgio, Bernard De Vos, aveva reso noto a inizio maggio diverse testimonianze relative a "strategie di intimidazione e / o umiliazione che suscitano incomprensioni e paure tra i giovani" e ad "usi illegittimi o sproporzionati della forza" da parte delle forze dell'ordine nei quartieri popolari, lamentando la presenza di "zone di incertezza giuridica attorno ai limiti dei poteri e delle prerogative della polizia".

Come racconta il quotidiano Le Soir, la Lega dei diritti Umani ha denunciato almeno 20 casi di presunti abusi durante la pandemia. Ma il caso più eclatante è stato la morte di un ragazzo di 19 anni in seguito a un inseguimento nel quartiere di Anderlecht. L'incidente aveva fomentato episodi di rivolta e violenza nei confronti delle forze dell’ordine, i cui mezzi sono stati assaltati e presi a sassate da gruppi di giovani abitanti del quartiere. 

Poliziotti pestati

Proprio ad Anderlecht, qualche settimana dopo, una nuova polemica è scoppiata dopo che stavolta a essere vittime di violenze sono stati due agenti di polizia: nel tentativo di arrestare un uomo accusato di furto, i due sono stati vittima di un pestaggio da parte dei passanti che sono intervenuti per difendere il destinatario della misura cautelare. Le immagini della violenza sono state condivise dall’account del Vsoa Politie, sigla sindacale fiamminga degli agenti di polizia. 

Hoe onze collega's hun werk moeten doen in Anderlecht (Bergensesteenweg)... Wat denken jullie @SmetPascal en @dalle_benjamin? Hadden onze collega's het anders moeten aanpakken? Was dit een prioriteit? #regelrechteschande pic.twitter.com/zFGFPafKyI

— VSOA POLITIE (@VSOAPOLITIE) May 20, 2020

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Il capo della polizia di Bruxelles, Michel Goovaerts, sostiene che dopo il caso di Anderlecht "all'improvviso tutti gli sbirri sono razzisti e bulli. E questo non è affatto vero. Non sto dicendo che non ci sia affatto razzismo nelle nostre forze di polizia. Ci sono 2.600 persone che lavorano qui. Sono tutte persone imperfette. Alcuni supereranno i limiti. Ma è una piccola minoranza. La maggior parte degli agenti di polizia è molto appassionata del proprio lavoro. Lo fanno per aiutare le persone", dice. 

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