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Venerdì, 27 Maggio 2022
La bocciatura

"L'accordo Ue e Usa sui brevetti di vaccini e cure anti-Covid un regalo a Big Pharma"

Cirtiche da Medici senza frontiere e Verdi europei: "Negato accesso equo a terapie e diagnosi per i Paesi più poveri"

Pochi passi in avanti sui vaccini, e nessuno su terapie e diagnosi, "il vero business della fase 2 della pandemia". Di fatto, un nuovo regalo a Big Pharma. Sono queste le accuse mosse da una serie di organizzazioni umanitarie (tra cui Medici senza frontiere) e dai Verdi europei all'accordo raggiunto tra Ue, Stati Uniti, India e Sudafrica sulla sospensione dei brevetti per i vaccini anti-Covid. 

L’intesa è stata trovata nel quadro normativo del Trips (l’Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale), negoziato nel 1994 dai membri dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc), che regola appunto la commercializzazione della proprietà intellettuale, basata sui brevetti. Il testo in questione sarebbe circolato tra alcuni membri dell’Omc per poi trapelare ai media a metà marzo, e sarebbe il risultato delle discussioni a porte chiuse tra Bruxelles, Washington, Nuova Delhi e Pretoria. La stessa direttrice generale dell’Omc, Ngozi Okonjo-Iweala, ha sottolineato che l’accordo è ancora in una fase embrionale e che servirà coinvolgere tutti i 164 Paesi membri. In sintesi, l’accordo provvisorio introduce una serie di deroghe temporanee relative ai requisiti dell’Omc per la commercializzazione dei prodotti brevettati, ma contiene anche nuovi requisiti e condizioni (cosiddetti Trips+).

Contro Big Pharma

Ma per Rosa D’Amato (Greens), si tratta di “uno schiaffo ai cittadini e ai Paesi più poveri, e un regalo a Big Pharma”. Il testo, ha dichiarato l’eurodeputata dei Verdi, è pieno di problemi: “la portata è molto limitata, impone ancora più requisiti e obblighi per i Paesi ammissibili, e la copertura geografica è molto restrittiva”. E, di fatto, “non vi è alcuna reale esenzione sui Trips”. Al contrario, secondo la parlamentare, “l’accordo rischia di aggravare ulteriormente le disuguaglianze, tanto più se si guarda all'attuale fase della pandemia, nella quale più che i vaccini, il focus deve essere sulle terapie e sulla diagnostica, che invece non sono minimamente trattate nel testo”. “Il sospetto – continua – è che dopo aver salvaguardato il business dei vaccini in piena emergenza, adesso Ue e Usa vogliano tutelare gli interessi di Big Pharma nella fase 2 della gestione sanitaria”.

Con la società civile

I Verdi hanno annunciato battaglia affinché il testo sia migliorato, facendo proprie le preoccupazioni di una serie di organizzazioni della società civile che a fine marzo hanno inviato una lettera alla Commissione europea, all’Europarlamento e alle delegazioni degli Stati Ue all’Omc giudicando l’accordo “ampiamente insufficiente” per fornire una risposta adeguata alla pandemia. Secondo le associazioni firmatarie (tra cui Medici senza frontiere e Amnesty International), negli ultimi due anni l’Ue avrebbe “ripetutamente ignorato le prove degli effetti delle pratiche restrittive di licenza sull’accesso agli strumenti medici contro il Covid-19” e si sarebbe opposta “a negoziati cruciali su una proposta per una deroga temporanea dei Trips all’Omc per affrontare la produzione limitata e la carenza di forniture”. Hanno quindi rivolto un appello a non forzare i partner dell’Omc nell’adottare un accordo problematico, raggiunto peraltro senza consultare gli altri membri dell’organizzazione.

La bocciatura di Msf

Secondo i firmatari dell’appello internazionale di marzo scorso, l’intesa raggiunta dai “erode le flessibilità dei Trips esistenti e rischia di aggravare ulteriormente le disuguaglianze” globali. Per quanto la deroga all’esportazione sia fondamentale, nel testo ci sono “disposizioni problematiche che potrebbero minare la sua efficacia” poiché viene ignorata “l’esistente e crescente disuguaglianza nell’accesso alla terapia e alla diagnosi del Covid-19”.

Per Medici senza frontiere, l’accordo è da bocciare per la sua portata ristretta e le sue limitazioni, che rischierebbero di peggiorare l’incertezza giuridica e di creare un pericoloso precedente per le future sfide alla salute globale. Anzitutto, limita le deroghe al Trips nel tempo, le rende applicabili solo ai vaccini anti-Covid (e non a tutti gli altri strumenti diagnostici e terapeutici) e solo a certi membri dell’Omc.

Molti Paesi a basso e medio reddito rischierebbero così di rimanere esclusi dalla produzione, fornitura, esportazione e importazione dei vaccini a causa dei criteri di ammissibilità (che bisogna soddisfare per usufruire delle deroghe). Infine, complica ulteriormente una materia già complessa, mentre ignora altre forme di protezione della proprietà intellettuale diverse dai brevetti (come i segreti commerciali o i dati delle sperimentazioni cliniche), limitando l’accesso globale agli strumenti medici.

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