Sabato, 16 Ottobre 2021
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"Falcone poco conosciuto in Germania, giusto usare il suo nome per una pizzeria"

La sorella del magistrato aveva chiesto al tribunale di Francoforte di far ritirare l'insegna. Ma per i giudici tedeschi non c'è offesa alla memoria, anche vista la presunta scarsa notorietà del collega ucciso da Cosa nostra. Almeno stando alle loro motivazioni

Per la sua pizzeria a Francoforte sul Meno, in Germania, ha scelto il nome 'Falcone e Borsellino'. E ai due magistrati uccisi dalla mafia nel 1992 ha anche intitolato alcuni piatti del menu. Sui muri del locale ha appeso la celebre foto di Tony Gentile che ritrae insieme i giudici e accanto ha messo l'immagine di don Vito Corleone interpretato da Marlon Brando nel celebre film Il Padrino. Tutti intorno buchi a simboleggiare fori di proiettile. Bene e male insieme tra piatti di pasta, pizze e birra. Un accostamento che non è piaciuto a Maria Falcone, sorella di Giovanni, il magistrato ucciso da Cosa nostra il 23 maggio di 28 anni fa insieme alla moglie e a tre agenti della scorta. La donna ha presentato ricorso chiedendo che il nome del fratello fosse tolto dall'insegna. Ma la giustizia tedesca ha fatto spallucce. Con motivazioni che hanno fatto infuriare ancora di più la ricorrente. 

Le motivazioni della sentenza

Secondo la donna, l'uso del nome del fratello e di Paolo Borsellino in un tale contesto è una violazione della memoria dei due magistrati antimafia. E per questo ha inoltrato al tribunale tedesco competente la richiesta di inibire al proprietario del locale, Constantin Ulbrich, di utilizzare il nome Falcone nell'intestazione della pizzeria. Ieri il deposito del verdetto: ricorso respinto perché, scrive l'AdnKronos, sono passati quasi 30 anni dalla morte di Falcone e il tema della lotta alla mafia non è più così sentito tra i cittadini. Inoltre, prosegue la sentenza, il giudice ha operato principalmente in Italia e in Germania è noto solo a una cerchia ristretta di addetti ai lavori e non alla gente comune che frequenta la pizzeria. A nulla sono valsi i documenti prodotti dalla Fondazione Falcone e dalla sorella del magistrato a riprova della fama internazionale e in particolare della notorietà in Germania del magistrato palermitano.  

La battaglia prosegue

"E' una sentenza che ci addolora molto - dice Maria Falcone - Proprio nel momento in cui il valore del lavoro e dell'eredità umana e professionale di Giovanni viene riconosciuto a livello mondiale, un magistrato di un Paese che soffre sulla sua carne il pesante ingombro della presenza delle mafie scrive un verdetto simile". "Meno di due mesi fa - continua - e cito solo l'ultimo di una lunga serie di episodi in tal senso, al termine della Conferenza delle Parti sulla Convenzione Onu contro la criminalità transnazionale riunita a Vienna, è stata approvata all'unanimità da 190 Paesi una risoluzione che riconosce il contributo dato da Falcone alla lotta al crimine organizzato internazionale. Numerosi, inoltre, sono stati i riconoscimenti che alla figura di mio fratello sono stati tributati da istituzioni ed enti di un Paese come la Germania che, nel tempo, ha mostrato grande sensibilità ai temi della mafia e della legalità".  "Faremo ricorso in appello - conclude Maria Falcone - contro un provvedimento che riteniamo ingiusto anche alla luce del valore che assume in una città con una fortissima presenza di italiani che ben conoscono il significato della lotta alla mafia e il sacrificio di chi per la giustizia ha perso la vita".

Il ricorso servirà a evitare nuovi casi, anche perché la pizzeria sotto accusa risulta chiusa da tempo

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