Sabato, 24 Luglio 2021
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Pistola e lingotti d'oro nel comodino del premier bulgaro. Che si difende: “Colpa di una bella donna”

Boyko Borissov, dopo mesi dalla pubblicazione degli scatti, afferma di essere stato sedotto da una complice di chi avrebbe orchestrato un complotto ai suoi danni. In un primo momento aveva sostenuto la manipolazione delle immagini per volontà dei suoi oppositori

Photo: bivol.bg

Un cassetto pieno di banconote da 500 euro, qualche lingotto d’oro e una pistola sul comodino. Continuano a far scalpore le foto pubblicate qualche mese fa dai media bulgari che immortalano il premier Boyko Borissov addormentato accanto al mobile ormai famoso in tutto il Paese. In un primo momento il politico bulgaro ha accusato il capo di Stato Rumen Radev di spiarlo con un drone e ha contestato la veridicità di alcune delle immagini, con allusioni a possibili modifiche compiute sulle foto originali, effettivamente scattate nella sua residenza, allo scopo di danneggiarlo. Messo alle strette dal parere degli esperti, che garantiscono sulla genuinità degli scatti, Borissov ha ammesso che “una bella donna può superare la mia difesa molto facilmente”. 

Il presunto complotto

In un’intervista al giornale tedesco Frankfurter Allgemeine Sonntagszeitung, il politico - ex sindaco di Sofia e con un passato anche da guardia del corpo dell’ultimo leader comunista bulgaro Todor Zhivkov - ha accusato: “I miei nemici hanno introdotto di nascosto l'oro e le mazzette di denaro in casa mia”. Borissov ha affermato che gli individui assoldati per metterlo nei guai sono stati ingaggiati e pagati da un oligarca in esilio. “Sono una persona con bisogni umani”, ha detto in tutta franchezza in merito all’allusione alla “bella donna” complice del presunto complotto ai suoi danni.

Le proteste

Chiamato in causa dalla prima teoria difensiva - quella del complotto orchestrato dal presidente Radev - il capo di Stato ha detto che le parole del premier sono frutto di “fantasia e paranoia”. Radev ha comunque chiesto un'indagine indipendente sull'autenticità delle foto. “Una tale intrusione nello spazio personale in cui il signor Borissov sta dormendo è molto pericolosa”, ha affermato il presidente Radev pochi giorni dopo la pubblicazione del materiale. Parole che non hanno di certo placato il malcontento nel Paese Ue attraversato da dure proteste contro la corruzione della classe politica sfociate l’estate scorsa, anche a causa delle foto controverse, in manifestazioni e scontri con la polizia. 

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