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Mercoledì, 19 Giugno 2024
Il caso / Russia

Piromani e vandali per colpire l'Europa: la nuova "guerra ibrida" di Mosca

Una serie di incendi e attacchi a infrastrutture nel continente sarebbero collegati all'intelligence russa

Dopo le classiche spie e i più recenti hacker informatici, la Russia avrebbe promosso una nuova serie di attacchi ibridi all'Europa puntando su piromani e vandali. È quanto emerge da una serie di denunce dei servizi di sicurezza di diversi Paesi europei, dal Baltico alla Germania, passando per il Regno Unito. Incendi dolosi, danni alle infrastrutture, ma anche atti di vandalismo a monumenti simbolici: tutte azioni che prese singolarmente possono passare inosservate, ma la cui capillarità potrebbe destabilizzare i Paesi colpiti. Almeno così sostengono gli esperti.

Gli incendi

Gli atti più preoccupanti dal punto di vista dei danni e del potenziale rischio di provocare vittime sono gli incendi. Da mesi, una serie di roghi scoppiati in giro per l'Ue sarebbero stati provocati da criminali di basso rango assoldati dall'intelligence russa attraverso i social media. L'ultimo atto di questo tipo sarebbe stato l'incendio che a maggio ha danneggiato parte dell'Ikea di Vilnius, in Lituania. Prima ancora il sospetto del coinvolgimento russo è emerso per un incendio doloso nella zona est di Londra e per quello che ha distrutto il più grande centro commerciale della Polonia.

Proprio il premier polacco Donald Tusk, la settimana scorsa, ha rivelato che le autorità di Varsavia avevano arrestato nove persone in relazione ad atti di sabotaggio presumibilmente commessi su ordine dei servizi russi: i crimini includevano "percosse, incendio doloso e tentato incendio doloso". Lo scorso aprile, in Germania, due cittadini russo-tedeschi sono stati arrestati con l'accusa di aver pianificato atti di sabotaggio, anche con l'uso di ordigni incendiari, contro una base militare in Baviera. Il principale sospettato avrebbe contatti con l'intelligence russa.

Destabilizzazione a basso costo

Ma non sono solo i piromani a venire usati. In Francia, le autorità sospettano che ci sia Mosca dietro un'ondata di atti vandalici che ha colpito luoghi simbolici, come il memoriale dell'Olocausto di Parigi, che è stato imbrattato con graffiti la scorsa settimana. In Estonia, invece, il ministro della Difesa Hanno Pevkur ha denunciato che una serie di atti vandalici a danno di auto di politici e giornalisti sarebbero collegati alla Russia. 

Sebbene non ci siano prove che nessuno di questi atti nel continente sia coordinato, i servizi di sicurezza dell'Ue cominciano a pensare che attraverso queste azioni capillari, a basso costo e rischio, Mosca voglia cercare di destabilizzare l'Occidente, scrive il quotidiano britannico Guardian. Assoldare piccoli criminali, che agiscono per poche centinaia di euro, è molto meno problematico che muovere le spie, esponendole al rischio del carcere per obiettivi minori. 

La questione è stata sollevata alla riunione dei ministri degli Esteri e della Difesa a Bruxelles di questa settimana. Anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, ha puntato il dito contro Mosca: "Abbiamo assistito a numerosi arresti in tutta l'Alleanza e in diversi Paesi alleati della Nato di persone accusate di incendio doloso o sabotaggio. Per questo motivo abbiamo aumentato la nostra vigilanza", ha detto Stoltenberg.

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