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Il leader dei pirati cechi Ivan Bartos alle elezioni del 2017

Il leader dei pirati cechi Ivan Bartos alle elezioni del 2017

I pirati cechi alla conquista d'Europa. Somigliano al M5s, ma vedono verde

Per potersi alleare con i pentastellati, la formazione anti-establishment deve abbandonare gli ecologisti 

Il loro leader è il secondo più amato della Repubblica Ceca e la loro lista è accreditata come terza forza politica del Paese, con il 15,3%, a pochi decimali dal maggior partito del centrodestra. Il Partito pirata ceco sembra essere pronto per il grande salto di qualità che potrebbe portarlo, con le elezioni di fine maggio, ad eleggere quattro o cinque eurodeputati. Un risultato di tutto rispetto, considerando che il movimento guidato da Ivan Bartos non conquistò nemmeno un seggio alle europee del 2014. 

Il manifesto dei pirati

“All'inizio c'erano così pochi membri che tutti erano presidenti o vicepresidenti di qualcosa”, ha dichiarato ironicamente il pirata Bartos. “Ma siamo cresciuti anno dopo anno perché lavoriamo duro”, ha detto il leader. Il programma del partito si concentra sui temi cari alle varie formazioni pirata nate in molti Paesi Ue negli ultimi anni. Si parte dalla trasparenza come valore imprescindibile per fare politica per arrivare alle dure battaglie contro la corruzione. Tra i punti programmatici spiccano anche obiettivi di e-government per assicurare la partecipazione pubblica al processo decisionale democratico. Ma anche sostegno alle piccole imprese, finanziamento dello sviluppo locale, prevenzione dell'evasione fiscale e forte attenzione per le libertà civili.

Il Partito pirata propone inoltre che il governo trasferisca il carico fiscale dai lavoratori ad altri settori, come le attività estrattive di carbone e le telecomunicazioni, e che introduca un reddito di base universale, per certi tratti simile al reddito di cittadinanza pentastellato.

Le somiglianze con il M5s

Sono tanti i punti programmatici in comune con il Movimento 5 stelle, che agli albori della sua storia guardava ai pirati tedeschi come possibili alleati in Europa, prima che questi optassero per il gruppo dei Verdi in Parlamento europeo. A dividere il M5s dai pirati cechi oggi e da quelli tedeschi dopo le elezioni europee del 2014 sono innanzitutto le posizioni sull’Unione europea, considerate da alcuni esponenti "green" lontane dal loro programma federalista (anche se alcuni sembrano sollevare più questioni di equilibri "nazionali" interni al gruppo).

A complicare ulteriormente un possibile dialogo tra le due forze c’è la tendenza dei pirati cechi a definirsi “liberal” di centrosinistra, quindi antagonisti della Lega di Salvini. Un alleato necessario per il Governo Conte, ma che pesa come un macigno nelle trattative pentastellate con i pirati di tutta Europa.

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