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Martedì, 7 Dicembre 2021
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Picchiò una manifestante 62enne, poliziotto condannato a 18 mesi di carcere

Succede in Francia: la donna era stata colpita violentemente alla testa con un manganello e riportò una ferita curata con 10 punti di sutura. L'agente ammette di avere esagerato: "Ero stressato"

Un agente di polizia è stato condannato a diciotto mesi di carcere, con la sospensione della pena, dal tribunale penale di Strasburgo, in Francia, per aver preso a manganellate una manifestante dei "gilet gialli" durante gli scontri con la polizia nel gennaio 2019. La condanna prevede inoltre cinque anni di divieto di porto d'armi e l'annotazione della pena nel casellario giudiziario.

L'accusa aveva chiesto dodici mesi di detenzione con la sospensione della pena. Secondo la relazione della delegazione di Metz dell'Ispettorato generale della polizia nazionale che indagò sui fatti, l'agente "non era sotto minaccia diretta dei manifestanti o della vittima aggredita". La manifestazione si svolse nel centro di Strasburgo il 12 gennaio 2019 e si concluse con scontri con la polizia. La manifestante, una 62enne disarmata, venne poi curata con dieci punti di sutura nella parte posteriore della testa.

Il procuratore, Alexandre Chevrier, ha sottolineato "una violenza totalmente sproporzionata" da parte del poliziotto, un 47enne in servizio da 23 e ben noto nella sua gerarchia. "Ha fallito nei suoi doveri e nel suo giuramento, sminuendo l'istituzione che dovrebbe servire", ha accusato il pubblico ministero che ha comunque riconosciuto "il contesto di violenza e di fatica di quei giorni". L'agente, nella sua difesa, ha spiegato che era stressato e ha ammesso "la natura illegittima dell'azione", pur dichiarando di non ricordare nel dettaglio l'accaduto. 

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