Boom di pedopornografia online durante la pandemia, Ue annuncia una stretta sui social

Nei prossimi giorni, Bruxelles presenterà un pacchetto di misure per contrastare a livello transnazionale un fenomeno purtroppo in crescita. Il caso del 30enne italiano arrestato grazie alla segnalazione delle autorità di Danimarca e Francia

Pochi giorni fa, la polizia italiana ha arrestato un 30enne per aver abusato di una bambina di pochi anni. Il video della violenza era finito nel dark web e forse le nostre autorità non avrebbero salvato da nuovi abusi quella bambina se alcuni investigatori in Francia e Danimarca non avessero scoperto le terribili immagini e chiesto la cooperazione dell'Europol. Il rafforzamento della collaborazione tra gli Stati membri, in particolare sulle indagini online, è uno dei punti del pacchetto di misure contro la pedopornografia e gli abusi sessuali sui minori che la Commissione europea presenterà nei prossimi giorni.    

Ad annunciare il pacchetto è stata la commissaria europea per gli Affari interni Ylva Johansson in una intervista al quotidiano tedesco Die Welt. "Dall'inizio della pandemia di Covid-19, la domanda di materiale pedopornografico online è aumentata del 30% in alcuni Stati membri", ha affermato Johansson. Un dato che conferma purtroppo che il fenomeno è lontano dall'essere contrastato adeguatamente. Serve una "lotta più efficiente" contro questo flagello, ha aggiunto la commissaria. Da qui il nuovo pacchetto di misure, che tra le altre cose, saraà focalizzato su più stretta cooperazione con le società di social media.

Il piano, secondo le anticipazione della stessa Johansson, includerà la creazione di un nuovo centro Ue per aiutare gli Stati membri a "investigare, prevenire e combattere l'abuso sessuale di minori" e facilitare la condivisione transfrontaliera di informazioni. Inoltre, saranno proposte ai governi azioni penali più dure contro gli autori. "Abbiamo bisogno di strategie di prevenzione ma non possiamo fare affidamento solo su questo - ha detto Johansson - Dobbiamo anche applicare le nostre leggi quando vengono violate e dimostrare che i nostri valori prevalgono, sia su Internet che nella vita reale". Internet è "purtroppo un fattore decisivo" per i potenziali responsabili della ricerca di vittime, ha aggiunto, sottolineando che è necessaria una maggiore cooperazione con i giganti del web. 

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