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Foto ansa EPA/NIC BOTHMA

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Pfas nelle acque potabili, Lega chiede limite zero all’Ue: "Pd e Forza Italia siano coerenti"

Emendamento alla direttiva che accoglie le richieste dei comuni veneti contaminati

La sessione plenaria di Strasburgo si preannuncia fondamentale per le comunità venete alle prese con gli alti livelli d’inquinamento rilevati nell’acqua di rubinetto. Gli eurodeputati leghisti hanno annunciato la presentazione di un emendamento per “azzerare” la quantità consentita di Pfas, sostanze perfluoroalchiliche utilizzate nei processi industriali e potenzialmente rischiose per la salute dei cittadini.

Come preannunciato dalla Lega nei giorni scorsi, la proposta presentata mira a introdurre il “limite zero” per tre sostanze incriminate-Pfoa, Pfos e Pfas-su tutto il territorio europeo. “Andremo fino in fondo”, promette Mara Bizzotto, capogruppo della Lega al Parlamento Europeo in una nota, “in questa battaglia per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente che sta particolarmente a cuore a tutti noi veneti”. “Vedremo soprattutto se alcuni partiti che hanno votato per i Pfas zero a Venezia (PD e Forza Italia) saranno coerenti o cambieranno idea a Strasburgo, assecondando magari le pressioni delle multinazionali della chimica”, precisa la Lega, riferendosi a una mozione votata all’unanimità con cui il Consiglio regionale del Veneto ha richiesto l’introduzione di “limiti tendenti allo zero” nel testo di riforma della disciplina europea sulle acque. 

Negli stessi giorni in cui il Parlamento europeo discute la riforma della Direttiva acque potabili, le Mamme No Pfas saranno a Strasburgo per dare man forte alle richieste dei territori colpiti dalla crisi.

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