Mercoledì, 29 Settembre 2021
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Petizione Ue per la sospensione dei brevetti sui vaccini, l'Europarlamento sostiene la richiesta

La campagna No Profit On Pandemic ha lanciato una raccolta firme in cui chiede di appoggiare la proposta avanzata da India e Sudafrica, che però al momento è stata respinta in sede di Wto

Di fronte ad una emergenza come quella della pandemia di coronavirus non si può pensare ai profitti delle case farmaceutiche e quindi è importante eliminare o comunque sospendere i brevetti, per permettere che i vaccini e le cure per il Covid-19 siano un bene pubblico globale, accessibile gratuitamente a tutti. È quanto chiede una petizione alla Commissione europea, che ha già ricevuto oltre centomila sottoscrizioni, ma che deve arrivare a un milione affinché venga presa in considerazione da Bruxelles.

La campagna

A lanciarla è stata la campagna No Profit On Pandemic - Right to Cure che sostiene la proposta dell'India e del Sudafrica che hanno chiesto appunto la sospensione temporanea dei brevetti per i vaccini Covid-19. Il testo della petizione chiede di “garantire che i diritti di proprietà intellettuale, compresi i brevetti, non ostacolino l'accessibilità o la disponibilità di qualsiasi futuro vaccino o trattamento contro la Covid-19”, e anche di “introdurre obblighi giuridici per i beneficiari di finanziamenti dell'Ue per quanto riguarda la condivisione di conoscenze in materia di tecnologie sanitarie, di proprietà intellettuale e/o di dati relativi alla Covid-19 in un pool tecnologico o di brevetti”. "Gli investimenti pubblici dovrebbero produrre beni pubblici, a vantaggio di tutti e tutte, non proprietà privata a vantaggio degli azionisti. La Commissione europea deve ignorare questo sistema di brevetti, monopoli e segretezza per fornire un vaccino per tutti”, ha chiesto Julie Steendam, coordinatrice dell'iniziativa .

Il voto del Parlamento Ue

Una richiesta simile è stata fatta anche dal Parlamento europeo che ha approvato con 291 a favore, 195 contro e 204 astenuti un emendamento al ‘Rapporto sul Semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche’ che invita la Commissione e gli Stati membri a superare gli ostacoli e le restrizioni derivanti dai brevetti e dai diritti di proprietà intellettuale al fine di garantire un’ampia produzione di vaccini e la loro tempestiva distribuzione a tutti i Paesi e a tutti i cittadini. “Questa è la proposta del Movimento 5 Stelle che punta a sviluppare una produzione europea dei vaccini utilizzando le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio che prevedono la cessione delle licenze in casi eccezionali”, ha dichiarato in una nota l'eurodeputata M5S Daniela Rondinelli, secondo cui “i vaccini sono beni pubblici e come tali vanno trattati”. Per Rondinelli “l’Europa deve tutelare la salute dei suoi cittadini, non sono ammessi ulteriori ritardi o sottomissioni a Big Pharma”.

Il Wto dice di no

Ma sul punto, almeno per il momento, i grandi della terra stanno facendo orecchie da mercante. I Paesi membri dell'Organizzazione mondiale del commercio (Wto) non hanno raggiunto un accordo sul tema della deroga ai brevetti per la produzione di vaccini proposta da India e Sudafrica, che è stata discussa ieri. A non accogliere le petizioni sono stati una serie di Paesi "ad alto reddito più il Brasile", ha riferito Bbc. Secondo queste nazioni i brevetti sarebbero importanti incentivi all'innovazione e le regole in merito sarebbero state rese già sufficientemente flessibili durante la pandemia. I membri del Consiglio hanno comunque acconsentito a proseguire discussioni sull'argomento. La delegazione indiana, che già nei giorni scorsi aveva messo l'accento sul fatto che non si sta producendo un numero di vaccini sufficiente, avrebbe inoltre evidenziato che i Paesi che si stanno opponendo alla richiesta sono gli stessi che si sono assicurati il maggior numero di dosi. Secondo il portale d'informazione sudafricano News 24, nei giorni scorsi 31 tra le maggiori aziende farmaceutiche del mondo, tra le quali alcune delle dosi attualmente in commercio, come Pfizer e Astrazeneca, hanno inviato una lettera al presidente americano Joe Biden chiedendogli di continuare a opporsi alle richieste di India e Sudafrica. Secondo le aziende, eliminare i brevetti "significherebbe danneggiare la risposta globale alla pandemia".

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