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Sabato, 24 Febbraio 2024
L'accordo

I pesci e i funghi di Fukushima tornano in Italia

La Commissione europea ha deciso di eliminare tutte le restrizioni alle importazioni alimentari dopo il disastro della centrale nucleare giapponese

Dopo dodici anni dal disastro nucleare di Fukushima, l'Unione europea ha deciso di revocare le restrizioni all'importazione di alimenti dal Giappone, decise per ragioni di sicurezza. Ad annunciarlo è stata la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen a margine del vertice a Bruxelles tra i vertici Ue e il leader Fumio Kishida. 

"La revoca delle misure deriva dai risultati positivi dei controlli effettuati sui prodotti dalle autorità giapponesi e dagli Stati membri", scrive la Commissione in una nota. In seguito all'incidente verificatosi alla centrale nucleare di Fukushima nel marzo del 2021, l'Ue aveva adottato delle restrizioni a "per proteggere la salute umana da possibili contaminazioni radioattive da alimenti e mangimi importati dal Giappone". Queste misure prevedevano dei test sugli alimenti, che non dovevano superare una certa soglia di radioattività (100 Bq/kg). 

Già nel settembre 2021, l'Ue aveva escluso dalle restrizioni buona parte degli alimenti importati, a esclusione di funghi selvatici, alcune specie ittiche e piante selvatiche commestibili. Adesso, anche questi prodotti potranno essere esportati in Europa. "È comunque importante che il governo giapponese continui a monitorare la produzione interna di radioattività - scrive ancora la Commissione - Ciò include in particolare pesce, prodotti della pesca e alghe vicino al sito di rilascio dell'acqua di raffreddamento contaminata" dell'impianto di Fukushima. 

Lo stop alle restrizioni non è l'unico accordo stretto al vertice di Bruxelles: Ue e Giappone hanno siglato due memorandum, uno per la cooperazione nella connettività digitale attraverso un cavo sottomarino "sicuro e resiliente", e uno sui semiconduttori. In questo ambito, c'è anche spazio per l'accesso comune ai rispettivi supercomputer, tra cui Leonardo, realizzato in Italia presso il tecnopolo di Bologana. Altra intesa importante riguarda "la cooperazione sulle catene di approvvigionamento di materie prime critiche", spiega sempre la Commissione. 

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