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Giovedì, 29 Febbraio 2024
Fake news / Slovacchia

Perché le elezioni in Slovacchia saranno storiche per l'Europa

Il voto del 30 settembre sarà il banco di prova del Dsa, il regolamento Ue che obbliga i social media a cooperare nella lotta alla disinformazione

Gli slovacchi saranno chiamati alle urne il prossimo 30 settembre per il rinnovo del Parlamento nazionale. Un appuntamento che potrebbe in qualche modo passare alla storia delle elezioni in Europa. Il voto slovacco sarà infatti il primo in cui si applicheranno le nuove norme Ue sui servizi digitali (il cosiddetto regolamento Dsa), che prevede l'obbligo per le piattaforme di social media di combattere la disinformazione politica, l'incitamento all'odio e l'uso di queste tecniche influenzare, per l'appunto, le elezioni. Bratislava sarà una sorta di banco di prova in vista delle prossime, delicate tornate di voti: da quelle nazionali in Polonia e Olanda alle europee del giugno 2024.  

Cos'è il Dsa

Il Dsa è entrato in vigore pochi giorni fa, il 25 agosto, e prevede una serie di misure rivolte ai giganti del web (quelli con più di 45 milioni di utenti) affinché siano più efficaci nel contrastare la diffusione sulle loro piattaforme di contenuti dannosi e illegali. Tra questi contenuti, ci sono le fake news e l'incitamento all'odio. In base alla legge, le aziende interessate dovranno "prontamente" rimuovere eventuali contenuti illegali (secondo le leggi nazionali ed europee) non appena una piattaforma ne viene a conoscenza, e sospendere gli utenti che "spesso" violano la legge.

Le piattaforme saranno controllate una volta all'anno da organismi indipendenti e monitorati dalla Commissione europea, che può imporre multe fino al 6 per cento delle loro vendite annuali per infrazioni ripetute. Inoltre, dal prossimo 24 febbraio, spiega Euractiv, il regolamento renderà obbligatorio per i social media firmare partenariati con organizzazioni di fact-checking.

Il contrasto alla disinformazione

L'Ue è preoccupata dalle sempre più massicce campagne di disinformazione online lanciate da potenze straniere, come la Russia, per influenzare i cittadini europei e le elezioni. Da qui l'urgenza di rendere operativo il Dsa. La Slovacchia, come dicevamo, sarà il primo banco di prova di questo regolamento. I vari Facebook, YouTube e TikTok sono al lavoro già da diversi mesi per adeguare i loro sistemi di controllo interno per adeguarsi alle nuove norme. Sistemi che però spesso hanno mostrato "sensibilità" diverse nel giudicare quali contenuti colpire.

Nel giugno scorso, per esempio, il canale slovacco di estrema destra Kulturblog è stato bannato da YouTube per aver infranto le regole della comunità del sito. Tuttavia, il corrispondente canale TikTok non ha ricevuto alcuna sanzione. Facebook, nel suo Rapporto semestrale sulla trasparenza, ha segnalato di aver “limitato in Slovacchia "l’accesso a 162 articoli che rappresentavano fonti mediatiche controllate dallo Stato russo a causa delle sanzioni imposte dall’Unione europea".

Sempre Facebook, a luglio, ha lanciato la campagna Facts In Focus in Slovacchia per aiutare gli utenti a identificare e rispondere alla disinformazione. Allo stesso modo, lo scorso settembre, YouTube ha creato una campagna, Hit Pause, per fornire ai suoi utenti slovacchi suggerimenti su come identificare le tecniche di manipolazione. Nella sua pagina web dedicata all’integrità elettorale, TikTok afferma di non consentire la "promozione politica retribuita, pubblicità politica o raccolta fondi da parte di politici e partiti politici", né la "disinformazione sui processi civici ed elettorali, indipendentemente dalle intenzioni". 

Il ruolo dei team di fact-checking

Come dicevamo, dal prossimo febbraio, le piattaforme dovranno obbligatoriamente cooperare con le organizzazioni di fact-checking riconosciute a livello nazionale e europeo. La Commissione Ue sta da tempo finanziando la creazione di consorzi che mettano insieme giornalisti ed esperti del settore per portare avanti attività di contrasto alla disinformazione online (l'ultimo bando di questo tipo ha stanziato 10 milioni di euro). Facebook e YouTube si sono portati avanti siglando un accordo con Demagog.cz , sito che pubblica articoli di debunking anche in slovacco.

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