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Sabato, 22 Gennaio 2022
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In Israele i pellegrinaggi di Natale solo per gli ebrei, i cristiani insorgono: "Razzismo"

Tel Aviv ha chiuso le frontiere per fermare la variante Omicron, ma ha dato permessi speciali a turisti di religione ebraica, scatenando le polemiche degli appartenenti ad altre fedi

I pellegrinaggi a Gerusalemme questo Natale saranno possibili solo per gli ebrei, e vietati a fedeli di altre religioni. Il governo israeliano aveva deciso di imporre di nuovo restrizioni ai viaggi per fermare l'avanzata della variante Omicron, dopo soli 28 giorni di riapertura elle frontiere avvenuta lo scorso primo novembre. Ma domenica scorsa un comitato governativo, guidato dalla ministra dell'Interno Ayelet Shaked, del partito oltranzista Nuova Destra, ha deciso domenica scorsa di permettere le visite in gruppi monitorati di turisti ebrei che visitano Israele durante le vacanze di fine anno grazie a tour promossi da associazioni come Birthright, che organizza viaggi in Israele per giovani di origine ebraica. Altre eccezioni al divieto sono state fatte anche per i familiari di primo grado di coloro che si sposano, hanno un bar o un bat mitzvah o che partoriscono, anche se non sempre.

A protestare contro questa scelta selettiva sono state soprattutto le organizzazioni cristiane, notando che il Natale si avvicina e che i pellegrinaggi a Betlemme non dovrebbero essere impediti. Come riporta Haaretz i leader della Chiesa hanno contattato funzionari dei ministeri della Salute e degli Interni, chiedendo di approvare l'ingresso di alcune dozzine di sacerdoti e suore, ma gli è stato rifiutato. "I numeri dei contagi per coronavirus sono crollati drasticamente, non avrebbe dovuto essere un problema approvare l'ingresso in gruppi monitorati e soggetti ai regolamenti del Green Pass", ha affermato un religioso anziano alla testata, aggiungendo che “questo passo avrebbe impedito discriminazioni e dato aria ai centri turistici, che sono in profonda crisi nel pieno della stagione dei pellegrinaggi”. Una fonte citata come 'figura di alto livello della chiesa' ha detto alla testata che si tratta di “una questione di principio: perché i visitatori Birthright, che sono cittadini stranieri, ottengono tale esenzione, mentre i pellegrini no? L'unica differenza è che loro sono ebrei”.

Senza mezzi termini è stato il commento di Wadie Abunassar, portavoce e consigliere delle chiese in Terra Santa, che ha affermato che varie confessioni sono rimaste sconvolte per il trattamento selettivo e hanno accusato Israele di discriminare i pellegrini cristiani. “La discriminazione razzista non dovrebbe mai essere accettata in alcun modo!”, ha scritto su Facebook. Il portavoce ha poi esortato “le autorità israeliane a trattare allo stesso modo tutti coloro che vogliono visitare il Paese senza alcuna discriminazione di religione”.

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