Venerdì, 17 Settembre 2021
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"No al ritorno del Patto di stabilità, 25 Paesi su 27 sarebbero sotto procedura"

L’allarme di Sassoli sul ritorno delle regole di bilancio. Poi l’appello a “ripensare gli strumenti di governance economica” per sostenere gli investimenti

© European Union 2021 - Source : EP

Se domani mattina tornassero pienamente in vigore le regole Ue di stabilità finanziaria, “25 Paesi membri rischiano teoricamente di vedersi aprire una procedura per deficit eccessivo”. L’allarme è arrivato dal presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, durante l’evento di apertura della settimana di conferenza interparlamentare sulla stabilità, il coordinamento economico e la governance nell’Ue. Ma aprire una procedura contro gli Stati costretti a fare debito per tamponare gli effetti della devastante crisi economica “sarebbe un segnale negativo per la credibilità stessa delle nostre regole”. Di qui l’appello a “riflettere sulla necessita di mantenere in funzione la clausola di salvaguardia che non sospende il Patto di stabilità e crescita, ma che dovrebbe restare in vigore finché lo stato dell’economia non ne giustifichi la disattivazione”. 

"Sostenere gli investimenti"

La cosiddetta general escape clause al Patto di stabilità permette infatti agli Stati membri di derogare temporaneamente alle norme di stabilità finanziaria che imporrebbero il rispetto del tetto del 3% nel rapporto annuale tra deficit e Pil. Durante il momento di confronto sullo stato dell’economia europea organizzato dall’Eurocamera e dalla presidenza portoghese del Consiglio Ue, Sassoli ha dunque chiesto di “ripensare gli strumenti della governance economica europea in modo che essa possa sostenere gli investimenti nelle transizioni energetica e digitale e la lotta contro le disuguaglianze”. 

Lo Stato di protagonista in economia

Quello di una ‘Golden rule’ che permetta ai Paesi di scorporare gli investimenti verdi e quelli per la transizione digitale dal calcolo del debito ai sensi del Patto di stabilità e crescita è oggetto di un acceso dibattito a livello Ue in vista della reintroduzione delle regole di bilancio nella fase post-pandemica. Dopo la crisi del debito del 2010, in forza delle regole di stabilità finanziaria, gli investimenti pubblici si erano già ridotti drasticamente, con effetti negativi sulla crescita economica che in alcuni Paesi - come l’Italia - non è mai riuscita a colmare appieno il vuoto lasciato dalla crisi finanziaria. L’arrivo della pandemia ha costretto gli Stati a intervenire a sostegno dell’economia in maniera massiccia, per evitare fallimenti e licenziamenti di massa. 

"Non ritirare il sostegno troppo presto"

“Grazie all’arrivo dei vaccini, iniziamo a intravedere la luce in fondo al tunnel, ma non sappiamo quanto sia lungo questo tunnel”, ha detto Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia, durante un’audizione parlamentare nel pomeriggio. “È molto importante - ha aggiunto l’ex premier - mantenere le misure di sostegno a livello europeo” perché “come affermato dalla Bce, ritirare il sostegno in anticipo farebbe più danni che ritirarlo in ritardo”.

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