Mercoledì, 20 Ottobre 2021
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La patrimoniale anti-Covid bocciata da tutto il Parlamento Ue, tranne che da sinistra e 5 stelle

La Lega e Fratelli d'Italia attaccano i pentastellati per aver votato a favore della richiesta, promossa dal gruppo Gue, di tassare i patrimoni per aiutare cittadini e imprese in difficoltà per la crisi Covid. La replica: "Vadano a scuola"

Su 695 presenti, solo in 69 l'hanno votata. Ma tanto è bastato per scatenare l'ennesimo botta e risposta polemico tra le forze politiche italiane. Oggetto del contendere un emendamento alla risoluzione del Parlamento Ue sul Quadro finanziario pluriennale (il bilancio europeo) che è stato presentato da due eurodeputati greci del gruppo Gue, ossia dalla formazione che riunisce buona parte dei partiti di sinistra in Europa. Nell'emendamento, si chiedeva "l'introduzione di una tassa sulle risorse finanziarie" e si sottolineava "l'importanza di introdurre un'imposta sul patrimonio netto che contribuisca al finanziamento degli sforzi per la ripresa" dalla crisi del coronavirus, "affronti le diseguaglianze patrimoniali e funga da espressione concreta di solidarietà nella lotta contro la pandemia di Covid-19". In altre parole, una patrimonale che colpisca i redditi dei più ricchi redistribuendo le risorse alle fasce più povere della popolazione. A votare questa proposta, come dicevamo, una piccola minoranza di deputati, tra cui la delegazione del M5s e l'eurodeputato del Pd Pierfrancesco Majorino.

Un "no" trasversale

A votare contro, invece, il centrodestra, dalla Lega a Forza Italia, ma anche buona parte del Pd, dei Verdi europei e persino qualche deputato della sinistra. Mentre un altro pezzo dei democratici e i quattro parlamentari che hanno da poco lasciato i 5 stelle per il gruppo dei Verdi, hanno optato per l'astensione. Trattandosi di una risoluzione (ossia di un testo che delinea la posizione politica del Parlamento sul futuro bilancio europeo, senza avere effetti legislativi), il voto aveva un carattere puramente politico. Ma proprio per questo, ed essendoci di mezzo la patrimoniale, ossia lo spauracchio dei contribuenti (o meglio di una parte dei contribuenti), ecco che i toni tra i partiti italiani si sono alzati. 

L'attacco di Lega e FdI

"Ecco chi lavora in Europa contro gli interessi degli italiani: senza vergogna, il M5s ed esponenti del Pd (in realtà uno solo, ndr) - nonostante il voto contrario da parte di tutto il loro gruppo europeo - votano a favore di un emendamento di estrema sinistra che propone la patrimoniale", ha attaccato la Lega. "Non bastava l'ok a nuove eurotasse per le risorse proprie da parte di M5s e Pd (ossia le nuove imposte che riscuoterà direttamente Bruxelles anche per finanziare il Recovery fund, ndr), ora gettano la maschera anche sulla patrimoniale: in piena pandemia, con famiglie, lavoratori e aziende in grande difficoltà, queste forze politiche vogliono mettere ulteriormente le mani nelle tasche dei cittadini. L'ultima cosa di cui c'è bisogno, oggi, sono nuove tasse. Non glielo permetteremo", conclude la nota del Carroccio. 

Stessi toni da FdI: "Gli eurodeputati 5 stelle hanno votato la stessa patrimoniale a cui si sono opposti nel Parlamento italiano. Ma l’incoerenza è un morbo contagioso che in questo caso ha colpito anche il Pd, con Majorino a favore della patrimoniale e mezza delegazione astenuta. Persino il liberal Calenda ha ritenuto che la richiesta di una patrimoniale non fosse motivo sufficiente per votare contro quell’emendamento e si è astenuto. La sinistra ha da sempre un’insana passione per le tasse e non perde occasione per confermarlo”, dicono Raffaele Fitto e Carlo Fidanza, rispettivamente copresidente dei conservatori europei e capodelegazione FdI.

La replica M5s

Attacchi a cui non è mancata la replica dei diretti interessati: “Pur di spostare l’attenzione dal voto vergogna di ieri su bilancio europeo e Recovery fund (ossia il pacchetto che comprende anche i 209 miliardi di risorse anticrisi per l'Italia e su cui la Lega si è astenuta, mentre FdI ha votato a favore ndr), i leghisti le provano tutte. Adesso si inventano anche un fantomatico voto a favore di una patrimoniale europea. Ai leghisti consigliamo di tornare a scuola: la politica fiscale è ad appannaggio degli Stati membri quindi sono loro, eventualmente, a decidere se introdurre una patrimoniale. È dunque impossibile che una misura del genere venga introdotto a livello comunitario", si legge in una nota di Tiziana Beghin e Mario Furore, eurodeputati 5 stelle. L'emendamento, a detta dei due parlamentari, intende "rafforzare le risorse proprie introducendo una tassa sulle transazioni finanziarie e sottolinea, e non obbliga come invece vogliono fare credere i leghisti, l’importanza di ridurre le disuguaglianza patrimoniali per aumentare la solidarietà nella lotta contro la pandemia", aggiungono.

Nella loro nota, dunque, i 5 stelle sembrano prendere le distanze dalla patrimoniale, visto anche quanto accaduto in Italia, con il leader del Movimento Vito Crimi a stoppare qualsiasi ipotesi di misure di questo tipo. Resta il fatto che la delegazione ha votato con la sinistra europea. E questo, forse, potrebbe essere il segnale di un'alleanza che va al di là del semplice voto di oggi: i M5s sono infatti ancora in cerca di un gruppo parlamentare a Bruxelles e Strasburgo. E su molte questioni, come la lotta alla povertà e ai paradisi fiscali, i 5 stelle hanno punti di contatti con il gruppo Gue.    

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