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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Il flop / Regno Unito

Inchiesta Partygate costata 460mila sterline, e a Johnson fatta solo una multa da 50

In tutto le ammende comminate sono state 126 a 83 persone dello staff del premier, ma la bolla dello scandalo per le feste organizzate durante il lockdown si è sgonfiata

Certo dal punto di vista della reputazione nell'opinione pubblica è stato un duro colpo per Boris Johnson, ma alla fine l'inchiesta sul Partygate, le feste organizzate al numero 10 di Downing Street non si può certo definire un vero e proprio successo. Per le sue indagini, iniziate il 25 gennaio e in cui sono stati impiegati 12 investigatori, Scotland Yard ha speso l'enorme cifra di 460mila sterline, e alla fine il premier ha solo ricevuto una multa da 50, per aver partecipato a una festa organizzata in occasione del suo 56esimo compleanno, nel giugno del 2020, quando le regole sul distanziamento sociale per frenare l'avanzata del coronavirus lo vietavano.

In tutto l'indagine si è conclusa con 126 multe comminate a 83 persone, facendo della residenza del premier, e luogo degli uffici suoi e del suo staff, il luogo più multato di tutta la pandemia. Eppure Johnson personalmente alla fine se n'è uscito solo con qualche graffietto in fondo, e nonostante la batosta presa recentemente alle elezioni locali, quelle nazionali sono ancora lontane e il leader dei conservatori ha ancora tempo per provare a recuperare i consensi perduti.

Il Parlamento da parte sua ha anche concluso una sua inchiesta indipendente, affidata alla funzionaria Sue Gray, che dovrebbe essere pubblicata la prossima settimana, e lì potrebbero emergere più dettagli rispetto a cosa è successo "Una violazione delle regole su scala industriale è avvenuta nel cuore di Downing Street. Ora dobbiamo vedere urgentemente pubblicato il rapporto di Sue Gray per intero. È tempo che il primo ministro smetta di nascondersi. Mentre il popolo britannico ha sacrificato così tanto, la Downing Street di Boris Johnson ha infranto le regole su scala record. La Gran Bretagna merita di meglio", ha attaccato la numero due del Labour Angela Rayner.

Lo scandalo, partito grazie a rivelazioni della stampa, che aveva pubblicato fotografie scattate a diversi di questi radini illegali, aveva portato a una piccola rivolta anche all'interno dei conservatori, ma adesso anche questa sembra essere sedata. I ribelli Tory che erano determinati a cacciare il premier hanno ora ammesso che è improbabile che ci sarà una nuova ondata di lettere di sfiducia, il meccanismo per innescare un voto su una nuova leadership. Sir Charles Walker, un parlamentare conservatore che a febbraio aveva detto che avrebbe "applaudito" se Johnson si fosse dimesso, ora ha dichiarato: "Pensavo che la sua posizione fosse irrecuperabile e invece sembra che mi sbagliassi".

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