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Giovedì, 8 Dicembre 2022
Verso le elezioni / Francia

I socialisti francesi pronti ad allearsi con Melenchon (che punta a diventare premier)

La formazione storica dei presidenti Mitterrand e Hollande rischia di restare fuori dal Parlamento. Ecco perché i suoi vertici pensano a un accordo con La France Insoumise

Una lotta per la sopravvivenza. Il Partito socialista francese è pronto ad abbandonare alcune delle sue battaglie storiche e abbracciare le idee eurocritiche del leader della sinistra radicale francese, Jean-Luc Melenchon. Olivier Faure, numero uno dei socialisti francesi, spera infatti di concludere entro questa settimana un accordo con Melenchon, che con il suo movimento politico La France Insoumise è arrivato terzo alle elezioni presidenziali aggiudicandosi uno storico 21,95% delle preferenze. Al contrario, il Partito socialista si è fermato all’1,74% e rischia ora di scomparire. 

Il prossimo appuntamento elettorale sono le elezioni legislative di giugno. Il sistema elettorale francese, un maggioritario a doppio turno, è estremamente svantaggioso per le piccole formazioni. Al primo turno risulta infatti eletto il candidato che ha preso il 50% più uno dei voti espressi e un numero di voti pari ad almeno un quarto degli elettori iscritti nel collegio. Se nessuno dei candidati raggiunge tale risultato, vanno al secondo turno i soli candidati che hanno ottenuto un numero di voti pari ad almeno il 12,5% degli iscritti, o i due primi candidati se nessuno ha raggiunto neanche tale soglia. Al secondo turno vince chi prende più voti. 

Con i numeri ottenuti dai socialisti alle presidenziali, il partito che ha eletto presidenti come Francois Mitterrand e Francois Hollande rischia di restare fuori dal Parlamento francese. Proprio Hollande ha bloccato qualche giorno fa un’ipotesi di alleanza con La France Insoumise appellandosi all'eredità del partito. Tuttavia, negli ultimi giorni le voci di un patto imminente si sono fatte più insistenti. 

I Verdi, il cui leader Yannick Jadot aveva ottenuto il 4,6% dei voti alle presidenziali del mese scorso, hanno già aderito al programma critico nei confronti dell'Ue e anti-capitalista di Melenchon in cambio di un accordo che permetterà agli ecologisti di schierare candidati in 100 collegi elettorali. Un sondaggio diffuso dall’istituto Harris Interactive ha mostrato che una sinistra unita potrebbe ottenere il 33% dei voti alle legislative, una percentuale simile a quella che potrebbe prendere il partito del presidente rieletto Emmanuel Macron. 

Cifre che stanno convincendo il settantenne Melenchon a lavorare ad una un'alleanza che possa conquistare la maggioranza parlamentare e nominarlo primo ministro a capo di un governo di colore politico opposto a quello del presidente Macron. Tuttavia, la nomina del primo ministro spetta al capo di Stato, in questo caso Macron, che difficilmente cederebbe l’incarico a uno dei suoi più agguerriti oppositori.

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