Domenica, 25 Luglio 2021
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Il Parlamento europeo torna a Strasburgo, ma solo per pochi minuti

Sassoli viaggerà da Bruxelles alla città francese solo per aprire i lavori dall'Aula che rimane, nonostante il Covid, la sede ufficiale dell'Eurocamera. Terminata la pandemia, eurodeputati e staff riprenderanno a trasferirsi ogni mese, con una spesa di oltre 100 milioni di euro l'anno

Dopo mesi di assenza dalla sua sede ufficiale, il Parlamento europeo lunedì prossimo tornerà a Strasburgo, ma solo per pochi minuti. Il presidente dell’Eurocamera David Sassoli ha infatti comunicato su Twitter l’intenzione di aprire la plenaria della settimana prossima dalla sede francese, mentre “il resto della sessione si svolgerà a Bruxelles secondo le regole attualmente in vigore”. L’ovvio riferimento è alle disposizioni sul Covid-19 che hanno impedito, dall’inizio della pandemia, lo spostamento a cadenza mensile dei lavori parlamentari Ue dalla capitale belga al capoluogo dell’Alsazia, città simbolo della pace dopo le guerre che per secoli hanno dilaniato il Vecchio Continente. 

L'Aula deserta

“La città di Strasburgo resta una sede del Parlamento europeo dove speriamo di tornare presto”, ha aggiunto Sassoli. Fonti parlamentari confermano che gli eurodeputati e i rispettivi staff resteranno infatti a Bruxelles, dove normalmente si svolgono i lavori di commissione, oppure saranno collegati da casa o dagli uffici di rappresentanza dell’Eurocamera nei vari Paesi Ue, nel rispetto delle norme che impediscono la piena partecipazione fisica in Aula. Ci sarebbe la possibilità, per gli europarlamentari che saranno a Strasburgo e vorranno intervenire sull’ordine del giorno, di prendere la parola dalla sede francese. Ma fatta questa eccezione, Sassoli lunedì parlerà da un'Aula deserta. 

"Nessuna pressione da Parigi"

Tanti osservatori hanno scritto che il viaggio in solitaria del presidente e l’apertura dei lavori a Strasburgo mira a placare l’ira del Governo francese, che da mesi insiste per far tornare gli eurodeputati nella loro sede originaria. Emmanuel Macron, stando alle regole dettate dai Trattati, potrebbe anche chiedere sanzioni al Parlamento per il mancato rispetto del numero minimo di sedute nella sede francese. Ma fonti dell’Eurocamera smentiscono le pressioni dell’Eliseo. “Non c’è stata alcuna richiesta da parte del Governo di Parigi”, ha detto una portavoce del Parlamento europeo. È cosa nota che “non si tornerà a Strasburgo entro l’anno” e il gesto di Sassoli va dunque inteso come “un modo per rimarcare il legame stretto con la città”. Di sicuro la trasferta dovrà essere breve, in modo da non far scattare l’obbligo di quarantena per lo staff che viaggia con Sassoli. Le regole del Belgio prevedono infatti l’auto-isolamento solo per chi trascorre oltreconfine un periodo di almeno 48 ore.

La visita simbolica

Il politico del Pd si tratterrà giusto con le autorità locali, che verranno probabilmente rassicurate del ritorno dell’Eurocamera nella sede francese non appena le condizioni epidemiologiche lo consentiranno. Fonti parlamentari anticipano che nel discorso d’apertura della seduta Sassoli ricorderà Valery Giscard d’Estaing, presidente francese dal 1974 al 1981 e deceduto lo scorso 2 dicembre. 

Le reazioni

Nonostante la natura simbolica del viaggio di Sassoli da Bruxelles a Strasburgo, all’annuncio sono seguite alcune polemiche. “Capisco che gli eurodeputati rappresentino solo 705 persone e la comunità di Twitter è sostanzialmente più ampia”, gli ha risposto l’eurodeputata portoghese Lidia Pereira - ma come pratica standard sembra molto meglio se potessi informare i tuoi colleghi in anticipo”. “Anche su un gesto simbolico (eppure importante) come l'apertura della sessione di Strasburgo”, ha scritto la parlamentare del Partito popolare. 

I costi della doppia sede

Quel che sembra certa è l’intenzione del Parlamento di tornare alle sessioni plenarie a Strasburgo non appena la crisi pandemica sarà superata, con tutti i costi che ne conseguono per i contribuenti. Uno studio del 2013 condotto dallo stesso Parlamento europeo mostra che si potrebbero risparmiare 103 milioni di euro all'anno se tutti i lavori parlamentari rimanessero tutto l’anno a Bruxelles. “Si tratta di un importo significativo, sebbene corrisponda solo al 6% del bilancio del Parlamento”, si legge in una nota dell’Eurocamera. Secondo un’altra analisi della Corte dei conti Ue, un ulteriore risparmio di 5 milioni di euro deriverebbe dalla riduzione delle spese di viaggio nei bilanci della Commissione europea e del Consiglio, le altre istituzioni di Bruxelles condizionate dalla doppia sede.

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