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Giovedì, 9 Dicembre 2021
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Il Parlamento europeo fa causa alla Commissione troppo ‘molle’ con Polonia e Ungheria

Da quasi un anno Bruxelles ha il potere di bloccare i fondi ai Paesi che non rispettano lo Stato di diritto. Ma l’esecutivo Ue temporeggia, punta al dialogo ed evita lo scontro con Varsavia e Budapest

“Gli Stati dell'Ue che violano lo Stato di diritto non dovrebbero ricevere i fondi comunitari”. David Sassoli, presidente del Parlamento europeo, ha messo nero su bianco quanto invocato da più parti per contrastare il mancato rispetto dei valori Ue. Destinatari dell’aut aut sono i Paesi, Polonia e Ungheria in primis, accusati di non rispettare l'indipendenza della magistratura, i diritti delle minoranze e la libertà di stampa. A detta dell’Europarlamento, la Commissione avrebbe un atteggiamento troppo accondiscendente nei confronti di chi calpesta i valori su cui è fondata l'Unione. Di qui la decisione del Parlamento di intraprendere un’azione legale proprio contro la Commissione. 

L’ufficio di presidenza del Parlamento europeo ha infatti chiesto al servizio giuridico dell’Europarlamento di intentare una causa contro la Commissione europea per la mancata applicazione del Regolamento sulla condizionalità dello Stato di diritto. Si tratta del meccanismo adottato lo scorso dicembre che permette all'Ue di sospendere i pagamenti provenienti dal bilancio comunitario ai Paesi membri in cui lo Stato di diritto è minacciato. Un'arma a disposizione di Bruxelles, ma ancora non utilizzata. La richiesta di Sassoli di adire le vie legali contro palazzo Berlaymont “arriva dopo il voto che si è tenuto nella commissione Affari giuridici del Parlamento e che ha suggerito di portare la causa davanti alla Corte di giustizia”, si apprende da una nota del Parlamento. 

“L'anno scorso - ha dichiarato Sassoli - il Parlamento ha lottato duramente per la creazione di un meccanismo che garantisca questo principio. Tuttavia, finora la Commissione europea è stata riluttante a metterlo in pratica”, ha attaccato il presidente. “L'Unione europea è una comunità fondata sui principi della democrazia e dello Stato di diritto”, ma “se questi sono minacciati in uno Stato membro, l’Ue deve agire per proteggerli”. “Ho quindi chiesto ai nostri servizi legali - ha annunciato Sassoli - di preparare una causa contro la Commissione per garantire che le regole dell'Ue siano applicate correttamente”.

La Polonia e l’Ungheria sono i Paesi che si sono opposti con maggiore tenacia all’applicazione del meccanismo invocato dal Parlamento europeo. I due Paesi si sono infatti scontrati più volte con Bruxelles negli ultimi mesi per varie questioni legate alla tutela dell’indipendenza della magistratura, delle minoranze e della libertà di stampa. Un contesto che fa pensare a una mossa di Sassoli principalmente a danno dei due Paesi dell’Est Europa. 

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