Sabato, 31 Luglio 2021
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Il Parlamento Ue approva (a quattro mesi dal divorzio) l'accordo sulla Brexit

Il via libera degli eurodeputati permetterà l'adozione delle nuove regole che stabiliscono le future relazioni tra Bruxelles e Londra

Nel corso della seduta plenaria di questa settimana il Parlamento europeo ha formalmente ratificato l’accordo post-Brexit che determina le regole delle future relazioni tra Bruxelles e Londra. La decisione, approvata con 660 voti a favore, cinque contrari e 32 astensioni è accompagnata da una risoluzione politica, che presenta la valutazione e le aspettative dell’Eurocamera in cui gli eurodeputati hanno definito la Brexit un “errore storico”, sostengono che nessun Paese terzo può godere degli stessi privilegi di uno Stato membro, ma vedono l’accordo come “uno sviluppo positivo”. La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha affidato a Twitter le sue dichiarazioni e ha detto che l’accordo “segna le fondamenta di una partnership forte e stretta” con Londra, aggiungendo che “la sua attuazione fedele è essenziale”. Anche il presidente del Consiglio europeo Charles Michel si è espresso con un Tweet, affermando che con questo patto “si apre una nuova era in cui l’Ue continuerà a lavorare in modo costruttivo con il Regno Unito come importante amico e partner”.  Il primo ministro inglese Boris Johnson ha salutato con entusiasmo l’approvazione del Parlamento europeo come “l'ultimo passo di un lungo viaggio". Per Johnson questo accordo darà “stabilità alle nuove relazioni" di Londra con l'Ue "in quanto partner commerciali vitali, stretti alleati e pari sovrani”.

L’accordo

Il via libera degli europarlamentari è arrivato quattro mesi dopo il divorzio con il Regno Unito. Il 24 dicembre 2020 i negoziatori delle due parti avevano presentato una bozza dell’accordo, che è stato applicato provvisoriamente dal primo gennaio 2021. Ma per entrare in vigore in modo permanente prima della scadenza prevista per la fine di aprile 2021, era necessario il consenso del Parlamento. L’obiettivo congiunto di Bruxelles e Londra è quello di ridurre al minimo le perturbazioni a seguito della Brexit.  Con l'approvazione dell’Eurocamera, l'accordo entrerà in vigore, dopo il voto formale del Consiglio, il 30 aprile prossimo. Per l’europarlamentare Andreas Schieder, relatore per la commissione per gli Affari Esteri “l’Ue e il Regno Unito hanno gettato le basi per una relazione tra pari”. Per lui si tratta di “un inizio, non la fine”, nonostante abbia affermato che “rimane molto lavoro da fare sulla politica estera e sui programmi di scambio educativi”. Anche Christophe Hansen, relatore per la commissione per il commercio internazionale, si è mostrato soddisfatto dell’accordo raggiunto e considera la ratifica “un’assicurazione di Bruxelles contro ulteriori deviazioni unilaterali da ciò che è stato concordato congiuntamente”, rassicurando che “il Parlamento rimarrà vigile”.

La risoluzione politica e la questione irlandese

Nella risoluzione politica di accompagnamento, preparata dai gruppi di coordinamento per il Regno Unito e la Conferenza dei Presidenti, gli eurodeputati hanno accolto positivamente la conclusione dell’accordo commerciale e di cooperazione che secondo loro “limita le conseguenze della separazione”. I deputati hanno accolto con favore non solo l’accordo commerciale a zero quote e zero tariffe tra l’Ue e il Regno Unito, ma anche le garanzie sulle regole per la concorrenza leale, che potrebbero servire come modello per futuri accordi di mercato. Il Parlamento concorda anche sulle disposizioni riguardanti la pesca, i consumatori, il traffico aereo, l’energia e la protezione dei dati. Tuttavia, sono delusi dal fatto che “Londra non abbia voluto che l’accordo includesse anche la politica estera, di sicurezza e di sviluppo”. Inoltre, l’Eurocamera non approva la decisione del Regno Unito di uscire dal programma di scambio di studenti Erasmus+. “Il Parlamento deve svolgere un ruolo rilevante nel monitoraggio dell'applicazione dell'accordo” si legge nella risoluzione.  Il Parlamento ha rimarcato che uno dei suoi obiettivi principali rimane quello di “garantire la pace nell’isola d’Irlanda”. Per questo i deputati hanno chiesto al governo britannico “di agire in buona fede e di attuare pienamente i termini degli accordi che ha firmato”, compreso il protocollo sull’Irlande e l’Irlanda del Nord, e di applicarli secondo il calendario stabilito congiuntamente con la Commissione europea.

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