Parigi chiude una moschea: aveva diffuso video contro l’insegnante poi decapitato

Il 47enne vittima del fondamentalismo religioso aveva mostrato delle vignette satiriche su Maometto alla classe durante una lezione sulla libertà d’espressione. L'Eliseo studia le contromosse al 'cyber-islamismo'

Foto: EPA/CLEMENS BILAN

Le autorità francesi chiuderanno la moschea di Pantin, nella periferia nord di Parigi. Il drastico provvedimento è parte della repressione dei gruppi sospettati di estremismo religioso in seguito all’attacco, considerato di natura terroristica, nel quale un professore di storia è stato decapitato fuori dalla scuola in cui insegnava.

Il ministro degli Interni, Gérald Darmanin, ha dichiarato che la moschea di Pantin resterà chiusa per sei mesi. Dai risultati delle prime indagini è trapelato che il centro di culto, che conta circa 1.500 fedeli, aveva pubblicato un video su Facebook che prendeva di mira la vittima, l’insegnate di 47 anni Samuel Paty, pochi giorni prima che venisse barbaramente ucciso per aver esposto le vignette satiriche raffiguranti il profeta Maometto.

Nel video veniva criticata con violenza la decisione di Paty di mostrare alla sua classe due caricature del profeta dell'Islam insieme ad altre vignette, come parte di una discussione in classe sulla libertà d'espressione. Il docente, a quanto si apprende, aveva dato agli alunni musulmani che si sentivano a disagio la possibilità di allontanarsi.

Il ministro dell'Istruzione, Jean-Michel Blanquer, ha dichiarato ieri che Paty riceverà il più alto riconoscimento postumo assegnato dallo Stato francese, la Legion d'Onore. Mercoledì si terrà una cerimonia nazionale presso l'Università della Sorbona a Parigi per ricordare l’insegnante ucciso.

La ministra alla Cittadinanza, Marlène Schiappa, ieri ha incontrato rappresentanti delle piattaforme dei social media tra cui Facebook e Twitter per discutere le contromisure per combattere il fenomeno che è già stato ribattezzato come “cyber-islamismo”. L'omicidio è stato infatti preceduto da una feroce campagna online contro l’insegnante.

Il ministero dell'Istruzione ha negato categoricamente le voci circolanti, in particolare in ambienti web di estrema destra, secondo cui l'autorità educativa locale si stava preparando a rimproverare Paty per aver mostrato le caricature in classe. Il ministero ha ribadito che l'insegnante si era comportato in modo del tutto appropriato ed era stato assicurato del pieno sostegno dell'autorità.

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