Domenica, 25 Luglio 2021
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Linea dura di Parigi contro l'Islam radicale: inchiesta su 76 moschee, 18 rischiano la chiusura

Il ministro degli Interni Darmanin: "Azione massiccia e senza precedenti". Furia di Erdogan: "Spero che il Paese si sbarazzi del problema Macron il più presto possibile"

La linea dura di Macron dopo gli attacchi di Parigi e Nizza ha scatenato proteste in tutti il mondo islamico. Nella foto una manifestazione in Iran - Ansa EPA/ABEDIN TAHERKENAREH

La lotta in Francia contro quello che Emmanuel Macron ha definito il “separatismo islamico” non si arresta. Il ministro dell'Interno francese, Gerald Darmanin, ha annunciato l'avvio, nei "prossimi giorni", di "un'azione massiccia e senza precedenti” per scoprire e fermare eventuali luoghi di radicalizzazione. La lotta al rischio del terrorismo si è intensificata dopo gli attentati di Parigi e Nizza, in cui prima il 16 ottobre è stato decapitato nella capitale francese il professore Samuel Paty, dopo che quest'ultimo aveva mostrato ai suoi alunni alcune delle vignette di Charlie Hebdo sul profeta ritenute blasfeme, e a cui poi è seguito il 29 dello stesso mese un secondo attacco in cui nella città del sud della Francia in cui sono state uccise tre persone.

I controlli

"Nei prossimi giorni saranno controllate 76 moschee sospette di separatismo e quelle che dovranno essere chiuse lo saranno", ha spiegato Darmanin che, secondo quanto anticipato da Le Figaro, aveva inviato a tutti i prefetti una nota in cui dettagliava le azioni da intraprendere. Nel documento, il ministro prende di mira 76 luoghi di culto, 16 nella regione di Parigi e 60 nel resto della Francia, da controllare. Di questi 76 luoghi di culto, 18 saranno oggetto di "azioni immediate" su richiesta del ministro dell'Interno, che possono andare fino alla chiusura. Secondo le informazioni attenute dal quotidiano dei 18 "obiettivi", tre si trovano a Seine Saint Denis: una ha ignorato una decisione di chiusura presa dal sindaco della città, la seconda ufficialmente chiusa nel 2019 ha continuato ad organizzare preghiere e la terza è stata oggetto di parere contrario da parte della commissione di sicurezza.

L'ira di Erdogan

La notizia ha scatenato ancora una volta le ire del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo cui la Francia dovrebbe "sbarazzarsi il più presto possibile" del suo presidente. "Macron è un problema per la Francia, che con lui sta vivendo un periodo assai pericoloso: spero che il Paese si sbarazzi del problema Macron il più presto possibile" ha attaccato Erdogan, che ha parlato al termine della preghiera del venerdì nell'ex Basilica di Santa Sofia, trasformata in moschea nel luglio scorso.

Le cause sociali

Per il segretario del del Partito socialista francese, Olivier Faure, bisogna essere duri contro l'islamismo radicale, ma anche contro le cause alla base del fenomeno. "La Repubblica e la laicità non possono apparire come semplici strumenti di repressione. C'è anche un mix di sociale, di discriminazione, di umiliazioni sulle quali prosperano i predicatori di odio", ha detto il politico in un'intervista al quotidiano Libération. Per Faure bisogna dimostrare che la laicità e la Repubblica "proteggono tutti". "A forza di metterla in tutte le salse, (la laicità) finisce per essere percepita sempre di più come uni strumento costruito contro l'Islam", sottolinea il leader del centrosinistra francese. Faure propone di agire nelle scuole, favorendo il mix sociale, di creare una procura specifica contro le discriminazioni e di rafforzare i servizi di intelligence.

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