Le 'paranze dei bambini' inglesi, 27mila ragazzi nelle gang del Regno Unito

Sono migliaia i giovani dagli 11 ai 17 anni che fanno parte di gruppi dediti a crimini, violenze e omicidi. E quasi tutti provengono da storie di povertà ed esclusione sociale

Il luogo di un omicidio ad opera di una gang a Londra - EPA/ANDY RAIN

Con la “Paranza dei bambini”, film basato sul terzo romanzo di Roberto Saviano, le bande giovanili che a Napoli vivono di violenza e crimine sono state portate sul grande schermo. La pellicola, che ha vinto l'orso d'argento al festival di Berlino per la miglior sceneggiatura, racconta un fenomeno che non è certo circoscritto al solo capoluogo partenopeo. Secondo un report della commissione per l'infanzia, organo consultivo dello Stato britannico, in Inghilterra ci sarebbero 27mila ragazzi tra i 10 e i 17 anni che fanno parte di una gang, le 'paranze' inglesi. Secondo lo studio sono ben 313mila i ragazzini che conoscono uno di loro e di essi almeno 34mila hanno subito violenze e soprusi.

L'ondata di omicidi

Queste gang sono tra le principali responsabili dell'ondata di omicidi per accoltellamento che ha colpito il Regno Unito. Solo a Londra quest'anno sono stati uccise 7 persone. A Birmingham tre teenagers sono stati ammazzati nel giro di due settimane e finora sono stati denunciati 269 crimini con coltello. Secondo i dati ufficiali i morti per accoltellamento in Inghilterra e Galles hanno raggiunto il livello più alto da quando si è iniziato a registrare questo tipo di statistiche 70 anni fa: 285 uccisioni dal marzo 2017 ad oggi. In generale il tasso di omicidi è aumentato del 15% in un anno, secondo i Crime Survey for England and Wales (CSEW). Le paranze inglesi arruolano nuove reclute tra i giovani vittime di esclusione sociale, spesso con problemi di alcool e droga.

Da drogata a spacciatrice

La 14enne Sarah, il cui vero nome non è stato rivelato per proteggere la sua privacy, ha iniziato a frequentare una 'paranza' quando aveva solo 12 anni. Come ha raccontato alla Radio della Bbc, dopo essere cresciuta in una famiglia in cui subiva abusi sessuali ha iniziato a drogarsi. Per pagarsi la cocaina ha poi iniziato a vendere a sua volta la droga per una gang, diventandone così un membro insieme a suo fratello, di due anni più grande. "Eravamo felici perché vedevamo arrivare un sacco di soldi, ma non capivamo veramente cosa ci stesse accadendo”, ha spiegato. Ma nell'allontanarsi dall'orrore da cui proveniva è finita per perdersi in un altro abisso. “Sono arrivata a un punto in cui sarei andata a letto con un ragazzo anche solo per pagarmi un poco di erba. Ero diventata violenta, una persona orribile”.

L'adescamento dei giovani

Matthew Norford, ex membro di una gang, ha raccontato alla Bbc come lui stesso, dopo essere stato stato fatto entrare in una gang di Manchester da suo fratello, una volta cresciuto di importanza nel gruppo ha cominciato ad adescare e sfruttare giovani a sua volta. “È semplice all'inizio a un ragazzino dai un po' di erba e gli dici di venderla qui o lì. Se lui ti riporta i soldi giusti cominci a fidarti e lo trasformi pian piano in uno spacciatore”. E sfruttando questi giovani i guadagni erano altissimi. “Io arrivavo a guadagnare anche mille o duemila sterline al giorno”. Ma il grosso del lavoro lo facevano i ragazzi che aveva convinto a vendere crack e cocaina per lui. “Gli davo roba per mille sterline e li mandavo in una determinata zona. Quando avevano finito mi chiamavano, li andavo a prendere e loro mi davano i soldi. E io li ripagavo comprandogli qualche vestito e qualche regalo”. E se uno di loro veniva arrestato poco male. “A quell'età al massimo prendono sei mesi. E comunque per uno che veniva arrestato ne trovavo altri quattro pronti a fare il suo lavoro”. Matthew fu poi arrestato, ma a fargli capire che doveva cambiare di vita è stata la morte improvvisa di suo fratello. “Il dolore che ho provato mi ha fatto capire quello che noi avevamo fatto provare ad altri”.

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Le carenze nel sistema inglese

Anne Longfield, ha accusato le autorità di salvaguardia di non essere all'altezza della gravità del problema e di non riuscire nel loro dovere di impedire ai bambini di farsi del male. "Sono rimasta scioccata nello scoprire che molti dei responsabili della protezione dei bambini a livello locale sembrassero non avere idea sul dove cominciare, nonostante centinaia di migliaia di giovani siano a rischio", ha detto Longfield. Per la commissaria si deve combattere soprattutto l'emarginazione sociale. Le esclusioni permanenti dalla scuola sono aumentate del 67% nei quattro anni fino al 2016/17, mentre i ricorsi ai servizi per l'infanzia a causa di problemi legati alle gang sono aumentati del 26% tra il 2015 e il 2017. Nello stesso periodo i ricoveri ospedalieri per i giovani aggrediti con coltelli sono aumentati del 20% e il numero di ragazzini denunciati o condannati per possesso di armi è aumentato del 12%. Per Longfield "dobbiamo fare qualcosa per fermare le esclusioni scolastiche perché quei ragazzi quasi sicuramente si avvieranno sulla strada del crimine e della violenza".

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