Giovedì, 29 Luglio 2021
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Se in Ue monta il panico su AstraZeneca, l'Uk accelera le vaccinazioni. Con risultati strabilianti

Sui media pochissimo risalto ai casi sospetti e Londra cerca di rassicurare tutti e punta a cinque milioni di iniezioni a settimana. Le persone ospedalizzate sono scese dalle 35mila di gennaio a ottomila, l'ultimo bollettino parla di soli 55 decessi per coronavirus

Foto Ansa EPA/ANDY RAIN

La Germania, l'Italia, la Francia e l'Olanda hanno deciso di sospendere, in via precauzionale, la somministrazione dei vaccini di AstraZeneca. La decisione segue quella di altre nazioni che hanno fatto la stessa scelta come Danimarca, Norvegia, Islanda e da ieri anche Irlanda, nonché Austria che ha però messo in pausa le somministrazioni solo di due determinati lotti. A preoccupare sono alcuni casi sospetti di trombosi, alcuni dei quali mortali, che hanno avuto un incredibile risalto sui media italiani, nonostante l'Ema abbia parlato di 30 casi totali su ben 5 milioni di dosi somministrate in Ue.

Poco risalto ai casi sospetti

Ma mentre in Europa e soprattutto in Italia si diffonde la paura sulle iniezioni di AstraZeneca, nel Paese in cui cui sono state messe a punto, il Regno Unito dell'università di Oxford, le somministrazioni continuano a un ritmo incredibile e sui media il risalto alle morti sospette è minimo. Oggi la notizia che l'Irlanda, un Paese a cui la Gran Bretagna è particolarmente legato, abbia interrotto ier le somministrazioni di AstraZeneca è finita solo su una prima pagina delle tante testate nazionali, quella del Telegraph, che gli ha dato un misero taglio basso. Niente sui tabloid, niente sul Guardian, niente sul Times. Niente. E anche sulle pagine online le aperture a caratteri cubitali non si sono praticamente mai viste. Eppure le morti sospette avvenute dopo la somministrazione del vaccino (dopo, non per), sono state circa 500, un numero che può sembrare alto ma se si pensa che ad avere le iniezioni sono state circa 24 milioni di persone si capisce che parliamo di una percentuale dello 0,02 per cento circa. Tutti casi sospetti sono stati regolarmente riportati alle autorità mediche e resi pubblici sul sito del governo. In nessuno è stato trovato un nesso di causalità tra la dose e il decesso. La correlazione sarebbe solo temporale.

Il governo rassicura la popolazione

Anche le interviste alle persone spaventate o a parenti e amici delle persone decedute pure sono praticamente impossibili da trovare sulla stampa. La scelta dei giornali è stata chiaramente quella di non dare risalto alle loro voci, perché se le loro paure sono legittime e comprensibili, di certo non si può affidare la comunicazione di un tema così delicato a una persona distrutta dal dolore per la perdita di un proprio caro o a un cittadino X che è terrorizzato. Sono persone che hanno ogni diritto di credere e dire che la colpa della morte magari sia il vaccino, ma il cui punto di vista non può essere certo paragonato a quello del medico che sta studiando il caso, o a quello delle autorità sanitarie nazionali. Il governo di Boris Johnson ha cercato sempre poi di rassicurare i cittadini sulla sicurezza di tutte le dosi. Qui non si sono visti i balletti fatti in Europa, dove prima le dosi AstraZeneca si è detto che erano sicure solo per gli under 65, per poi riconoscere di essersi sbagliati e dare il via libera per tutte le età. Qui non si sono bloccate le vaccinazioni o i lotti al primo caso sospetto, ma si è data la parola agli scienziati e si è tirato dritto.

L'impatto delle vaccinazioni

E adesso più di 24 milioni di persone hanno ricevuto almeno la prima dose (divisi più o meno a metà tra Pfizer e Astrazeneca), oltre il 36 per cento della popolazione, che è quasi la metà delle vaccinazioni dell'intera Unione europea, un blocco di 27 Stati. I tassi di vaccinazione sono stati di circa 2 milioni di persone a settimana, dopo un massimo raggiunto di 3 milioni a settimana a febbraio, e ora si punta ai cinque milioni a settimana entro la fine del mese. Solo sabato scorso sono state vaccinati 512.108 abitanti del Paese, immigrati compresi. Tra poco inizieranno a ricevere le iniezioni i quarantenni. Dal punto di vista dei contagi (qui tutte le statistiche riportate dal Guardian) l'ultimo bollettino parla di 4,600 nuovi casi di Covid-19 e solo 52 decessi. Le persone ricoverate in ospedale con a malattia sono ottomila, a gennaio erano più di 35mila, e allora le morti erano più di mille e duecento al giorno. Certo il Paese è in lockdown dalla fine di dicembre, pub e ristoranti lavorano solocon il take away, ma qui non ci sono mascherine all'aperto, nessun coprifuoco e la gente sta continuando ad uscire ed ad avere una vita sociale, seppur in maniera ridotta. Non si può non capire che il vaccino sta facendo la sua parte, anche perché lo hanno avuto praticamente tutte le categorie ritenute più a rischio: anziani e persone con altre malattie. I dati affermano che solo dopo una dose di Pfizer o AstraZeneca i ricoveri ospedalieri per coronavirus sono ridotti rispettivamente fino all'85 e al 94 per cento. E così senza puntare i riflettori sui problemi il Regno Unito sta ridando speranza e non paura ai suoi cittadini.

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