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Giovedì, 26 Maggio 2022
L'analisi

La pandemia di 'super-batteri' che ha ucciso 1,2 milioni di persone l'anno prima del Covid

Gli organismi di diverse malattie sono diventati resistenti agli antibiotici e uccidono molto più di quanto si pensasse prima, soprattutto nei Paesi poveri, secondo uno studio di Lancet

Nel mondo c'è un'altra 'pandemia', silenziosa, ma comunque letale, che solo nel 2019, l'anno prima dell'esplosione di quella del Covid-19, ha fatto almeno 1,27 milioni di morti. A uccidere così tante persone, più di quanto ogni anno fanno l'Hiv (860mila) o la malaria (640mila) sono state le infezioni resistenti agli antibiotici. Lo rivela uno studio, pubblicato su The Lancet, e che ha analizzato i dati di 204 Paesi e che mostra che centinaia di migliaia di decessi ora si verificano a causa di infezioni comuni precedentemente curabili, come la polmonite, perché i batteri che le causano sono diventati resistenti agli antibiotici.

"Questi nuovi dati rivelano la reale portata della resistenza antimicrobica in tutto il mondo e sono un chiaro segnale che dobbiamo agire ora per combattere la minaccia", ha affermato il coautore dello studio, il professor Christopher Murray, dell'Institute for Health Metrics and Evaluation dell'Università di Washington. Come riporta The Independent lo studio, intitolato Global burden of bacterial antimicrobial resistance in 2019: a systematic analysis', ha stimato il carico della malattia in due modi: decessi che non si sarebbero verificati se le infezioni fossero state suscettibili al trattamento farmacologico e decessi associati all'Amr, la resistenza agli antibiotici.

Se questo fenomeno nel 2019 è stato direttamente responsabile di circa 1,27 milioni di decessi in tutto il mondo, viene anche associato ad altri 4,95 milioni, secondo l'analisi. I bambini piccoli sono risultati particolarmente a rischio di resistenza antimicrobica, con circa un decesso su cinque nel 2019 verificatasi in piccoli di età inferiore ai 5 anni. Circa 400mila decessi sono stati il risultato della farmacoresistenza alle infezioni delle basse vie respiratorie, come la polmonite, mentre più di 1,5 milioni sono stati associati all'Amr.

"Stime precedenti prevedevano che saremmo arrivati a 10 milioni di morti all'anno per resistenza antimicrobica entro il 2050, ma ora sappiamo per certo che siamo già molto più vicini a quella cifra di quanto pensassimo", ha affermato il professor Murray, secondo cui "dobbiamo sfruttare questi dati per correggere la rotta e guidare l'innovazione se vogliamo rimanere in testa nella corsa contro la resistenza antimicrobica". I più colpiti, come spesso purtroppo succede, sono i Paesi poveri e in via di sviluppo. Si stima che i decessi causati direttamente dall'Amr siano più alti nell'Africa subsahariana (24 morti ogni 100mila abitanti) e nell'Asia meridionale (22 ogni 100mila). Nei Paesi ad alto reddito la percentuale di decessi si ferma a 13 decessi ogni 100mila, quasi la metà.

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