Martedì, 22 Giugno 2021
Attualità

"Investono in insediamenti illegali in Palestina", e il fondo sovrano esclude le compagnie israeliane

Per il comitato etico c'è un "rischio inaccettabile" che le due imprese "contribuiscano a violazioni sistematiche dei diritti" degli abitanti della Cisgiordania

Una foto scattata dal villaggio palestinese di Qirah, a sud di Nablus, che mostra l'insediamento israeliano di Ariel - foto Ansa JAAFAR ASHTIYEH / AFP

In Norvegia il più grande fondo di investimenti del mondo ha deciso di escludere due gruppi israeliani in quanto accusati di essere coinvolti nello sviluppo di insediamenti illegali di coloni in Palestina. La Banca centrale norvegese ha confermato che le società sono state rimosse dal fondo, che ha quasi 1,1 trilioni di euro di attività, “in base alle attività delle società associate agli insediamenti israeliani in Cisgiordania". Il comitato etico del fondo ha preso la decisione “a causa del rischio inaccettabile” che le due imprese, la Shapir Engineering and Industry Ltd e la Mivne Real Estate KD Ltd, “contribuiscano a violazioni sistematiche dei diritti delle persone in situazioni di guerra o conflitto". La decisione arriva mentre è salito a 232 morti, tra i quali 65 bambini, il bilancio delle vittime dei bombardamenti a Gaza, con i feriti tra i palestinesi che sono 1.900, mentre sono 12 gli israeliani, compreso un bambino di 5 anni e una ragazza di 16 anni, che sono stati uccisi dal lancio di razzi da parte di Hamas.

L'esclusione significa che il fondo ha venduto le sue potenziali partecipazioni nei due gruppi israeliani e non reinvestirà in esse fino a quando le attività nelle colonie continueranno. Il Comitato etico, un organismo indipendente che consiglia il fondo su possibili esclusioni, ha sottolineato che “gli insediamenti israeliani in Cisgiordania sono stati costruiti in violazione del diritto internazionale", e che "la loro esistenza e la loro costante espansione causano danni e svantaggi significativi alla popolazione palestinese dell'area". Mentre Shapir Engineering è coinvolta nella costruzione di alloggi per i coloni, Mivne Real Estate ha un ruolo nell'affitto di locali industriali nel territorio palestinese occupato dall'esercito israeliano.

Israele conquistò la Cisgiordania, Gaza, la Penisola del Sinai e Gerusaemme Est nella guerra dei sei giorni del 1967. Solo parte di quei territori fu restituita ai palestinesi e al momento circa 650mila coloni israeliani vivono in zone occupate e in insediamenti considerati illegali dal diritto internazionale. Intere città vengono costruite nel territorio della Cisgiordania rendendo ancora più complicata la vita dei palestinesi della zona, riducendo di fatto il territorio del futuro Stato della Palestina e mettendone in pericolo la sua stessa esistenza. In diverse risoluzioni le Nazioni Unite hanno ribadito più volte che le colonie sono una violazione della Convenzione di Ginevra e che "la creazione di insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati dal 1967, compresa Gerusalemme est, non ha validità legale, e costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale e un grave ostacolo alla visione di due Stati che convivono fianco a fianco, in pace e sicurezza, entro confini internazionalmente riconosciuti".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Investono in insediamenti illegali in Palestina", e il fondo sovrano esclude le compagnie israeliane

EuropaToday è in caricamento