Sabato, 23 Ottobre 2021
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Dodici Paesi europei chiedono di finanziare muri anti-migranti alle frontiere. L'Italia non aderisce

La richiesta arriva da governi popolari, conservatori, liberali e socialisti. Non firmano Lamorgese e i ministri dell'Interno di Germania, Francia e Spagna, i Paesi che ricevono più richiedenti asilo

I ministri degli Interni di 12 Paesi dell’Unione europea hanno chiesto alla Commissione di finanziare la costruzione di muri al confine per bloccare l'ingresso di migranti irregolari. L’Europa - a detta della coalizione di governi popolari, conservatori, liberali e socialisti -  “ha bisogno di adeguare il quadro giuridico esistente alle nuove realtà”, come la “strumentalizzazione dell'immigrazione clandestina”, che si starebbe verificando al confine con la Bielorussia. 

La lettera è firmata dai ministri dell’Interno di Austria, Bulgaria, Cipro, Repubblica Ceca, Danimarca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Polonia e Slovacchia. “Le barriere fisiche - hanno scritto i ministri - sembrano essere un'efficace misura di protezione che serve gli interessi dell'intera Ue, non solo dei Paesi membri di primo arrivo”. “Questa misura legittima - si legge ancora - dovrebbe essere finanziata in modo aggiuntivo ed adeguato attraverso il bilancio Ue come questione urgente”. 

La richiesta arriva all’indomani della pubblicazione di video a articoli di giornale che documentano le violenze delle forze dell’ordine di Paesi Ue nei confronti dei migranti in arrivo dalla rotta balcanica.

"Violenze ai migranti con fondi Ue", l'inchiesta ai confini dell'Europa

La lettera chiede anche “salvaguardie nel diritto dell'Ue che consentano agli Stati membri di agire rapidamente e proporzionalmente alla minaccia, in difesa della loro sicurezza nazionale e dell'intera Ue”. “La sorveglianza delle frontiere in vigore - hanno sottolineato i ministri - non impedisce alle persone di tentare l’attraversamento illegale delle frontiere e sarebbe quindi utile integrarla con ulteriori misure preventive”, come le barriere fisiche.

La lettera di 4 pagine è indirizzata al vicepresidente della Commissione europea Margaritis Schinas ed alla commissaria agli Affari interni Ylva Johansson. Non hanno aderito i ministri di Italia, Francia, Germania e Spagna. Questi ultimi tre sono i Paesi che ricevono il maggior numero di domande di asilo. 

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