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Il ministro Padoan con il collega tedesco Schaeuble / European Council

Il ministro Padoan con il collega tedesco Schaeuble / European Council

Padoan sicuro sui conti 2018: “8,5 miliardi di sconto? Da Ue nessuna obiezione”

Il ministro a margine dell'Ecofin a Lussemburgo: “Se c'e' un paese interessato a smaltire nel modo piu' veloce possibile le sofferenze bancarie questo e' l'Italia"

Dalla Commissione europea non è giunta al momento "nessuna obiezione" sull'aggiustamento strutturale ridotto allo 0,3% del Pil per il 2018, cosi' come richiesto dall'Italia. Lo ha detto il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, a margine della riunione dell'Ecofin a Lussemburgo "Oggi non si è parlato di nessun Paese - ha precisato - Ci sono vari paesi che hanno situazioni specifiche, fra questi c'è anche l'Italia che come sapete ha chiesto e ottenuto fin qui un aggiustamento dello 0,3% invece di quello inizialmente previsto nel Def". Uno sconto che ammonterebbe a 8,5 miliardi di euro.

Il "non paper" di Schaeuble

Sui conti, a ogni modo, la partita a Bruxelles è più che aperta, soprattutto dopo il “non paper” consegnato ieri dal ministro tedesco delle Finanze uscente, il “falco” Wolfgang Schaeuble, nel quale si chiede un maggior controllo dei bilanci segli Stati da parte dell'Ue. Il timore, per l'Italia ma anche per altri paesi, è che la stagione delle aperture alla flessibilità dei conti possa finire in parallelo alla nascita del nuovo governo tedesco, con i liberali meno propensi a “sconti” a chi ha debiti e deficit eccessivi.

La questione banche

Al margine dell'Ecofin, Padoan è tornato anche sulla questione banche e alle nuove linee guida, più restrittive, proposte dalla Bce per la copertura dei crediti deteriorati: “Ci si deve rendere conto sia dei risultati gia' ottenuti sia dei rischi, delle conseguenze negative magari indesiderate e certo non desiderabili di una rapidita'" di un tale processo. “Se c'e' un paese interessato a smaltire nel modo piu' veloce possibile le sofferenze bancarie questo e' l'Italia" e in Italia, come dimostrano i dati della banca centrale, "si sta procedendo nella direzione della riduzione dei flussi e dello stock", ha aggiunto il ministro.

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