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Foto EunavForMed

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Oxfam contro gli Stati Ue: “Politiche migratorie disumane per qualche voto in più”

La Ong ha pubblicato un rapporto in cui denuncia il fallimento dell'Agenda sull'immigrazione: “I ricollocamenti da Grecia e Italia sono fermi al 28%”

Politiche inadeguate a gestire il fenomeno delle migrazioni, ricollocamenti che vanno a rilento con solo il 28% di trasferimenti previsti da Grecia e Italia, trattamenti disumani nei campi Lager della Libia. A due anni dall'adozione dell'Agenda europea sulle migrazioni l'Oxfam ne denuncia il fallimento e sottolinea come le persone che vengono trattenute nei campi in Libia subiscano violenze e abusi.

L'Unione europea e i suoi Stati membri "stanno facendo ben poco per garantire canali di accesso legali e sicuri a centinaia di migliaia di migranti richiedenti asilo, consentendo al contrario che si compiano continui abusi e violazioni dei diritti fondamentali all'interno delle frontiere europee", attacca la Ong nel dossier "Al di là della fortezza Europa", che partendo da testimonianze dirette racconta di condizioni di vita disumane e diritti fondamentali violati per donne, uomini, ragazzi in fuga da guerre, violenze e fame.

Tutelare i diritti umani

"Ovunque abbiamo assistito a trattamenti indegni, sentito storie di 'viaggi della speranza finiti in un'Europa che non dà speranze, di bambini e ragazzi che scompaiono dal sistema di accoglienza. Non possiamo dimenticare la vergogna del campo di Idomeni in Grecia, i 2.600 morti nel Mediterraneo di quest'ultimo anno, la testimonianza di quanti, sbarcati in Sicilia, sono passati dalle torture nei campi di detenzione in Libia, le centinaia di persone lasciate senza un riparo l'inverno scorso in Serbia, le violenze da parte delle autorità alle frontiere ungherese e croata", ha affermato Elisa Bacciotti, direttrice Campagne di Oxfam Italia. "Per riacquistare credibilità è quindi necessario un immediato cambio di approccio, che garantisca davvero il rispetto e la tutela dei diritti umani fondamentali di migranti e rifugiati", ha continuato Bacciotti sottolineando come ad oggi sono stati realizzati solo il 28% dei ricollocamenti previsti da Grecia e Italia: meno di 30 mila persone, a fronte di un impegno per oltre 98 mila reinsediamenti che dovevano essere realizzati entro settembre di quest'anno.

La Ong ha lanciato un appello, chiedendo tra l'altro che "la legislazione europea e le legislazioni nazionali rispettino le norme internazionali ed europee sui diritti umani", che "i Paesi Ue garantiscano che tutti i progetti adottati nell'ambito del Trust Fund per l'Africa" e che "gli accordi stabiliti con i paesi partner non includano disposizioni che riducano la responsabilità dell'Ue e degli Stati membri in materia di accoglienza e protezione di richiedenti asilo e rifugiati". Il rapporto presenta proposte per "una radicale revisione dell'Agenda sulle migrazioni" e fa appello ai leader che si riuniranno a Bruxelles per il Consiglio europeo del 19-20 ottobre, "affinché sia adottata un'autentica inversione di rotta nella gestione delle migrazioni".

"Leader Ue pensano solo alla protezione delle frontiere, con poca o nulla attenzione a soluzioni sostenibili di lungo termine"

Per Oxfam, le istituzioni europee e gli Stati membri si sono "concentrati in modo sproporzionato su politiche di contenimento dei flussi di migrazione irregolare e protezione delle frontiere, con poca o nulla attenzione a soluzioni sostenibili di lungo termine" e il risultato è stato "una progressiva esternalizzazione delle frontiere, esplicitata con gli accordi tra Ue e Turchia, tra Italia e Libia e con Paesi africani di transito e origine dei migranti" e "una fallimentare politica di ricollocamento di rifugiati e richiedenti asilo".

"I leader europei continuano a dirci che l'Ue si fonda sul rispetto dei diritti umani, eppure hanno sostenuto politiche migratorie disumane, al solo scopo di conquistare qualche voto in più. Tradendo così i valori fondanti del progetto europeo”, ha attaccato ancora Bacciotti concludendo che “senza una vera inversione di marcia, l'Europa continuerà semplicemente a negare a sempre più persone il loro diritto di richiedere asilo, senza affrontare le cause strutturali alla base del fenomeno migratorio".

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