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Una lunga fila di ambulanze al Royal London Hospital - foto Ansa  EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

Una lunga fila di ambulanze al Royal London Hospital - foto Ansa EPA/FACUNDO ARRIZABALAGA

Ospedali quasi al collasso, Londra dichiara lo stato d'emergenza: il coronavirus è "fuori controllo"

Nella capitale britannica contagiata una persona su trenta e il sindaco Khan "con il cuore spezzato" fa appello a tutti a restare a casa nel giorno in cui il Regno Unito segna il record di morti dall'inizio della pandemia

Il coronavirus è “fuori controllo”, per questo il sindaco di Londra, Sadiq Khan, con “il cuore spezzato”, ha deciso di dichiarare lo stato di emergenza in città, nel giorno in cui il Regno Unito ha registrato il più alto numero di decessi dall'inizio della pandemia: 1.325, una cifra che porta il totale a 79.833, quattro volte quanto a marzo era stato dichiarato che sarebbe stato un buon risultato.

Contagiato un londinese su 30

Complice anche la nuova variante del Covid, che si diffonde in maniera più veloce, e un comportamento dei cittadini che non è stato del tutto rispettoso delle regole, nella capitale britannica il numero dei contagi è altissimo. Secondo i dati di Public Health England il tasso di infezione ha superato quota mille ogni 100mila persone, ma l'Ufficio per le statistiche nazionali ha recentemente stimato che addirittura potrebbe aver contratto la malattia un londinese su 30, ma il sindaco afferma che “in alcune zone è uno su 20”. Khan ha sottolineato anche come “normalmente il servizio di ambulanze riceve cinquemila chiamate al giorno. Adesso siamo tra le otto e le novemila, anche i pompieri si sono attivati per guidare i mezzi”. Attualmente, ci sono più di 7mila persone in ospedale con Covid-19, un aumento del 35% rispetto al picco della pandemia dello scorso aprile.

Basta affidarsi al 'common sense'

I numeri in rapida crescita avevano già convinto Boris Johnson a dichiarare il terzo lockdown lunedì scorso, il quatto gennaio, nonché ad aumentare i controlli da parte della polizia, controlli che fino ad ora erano stati molto leggeri, con il Paese che preferiva affidarsi soprattutto al “common sense”, al buon senso dei cittadini. Ma ora non si può più. Che la situazione adesso sia cambiato lo si nota camminando nelle strade della città dove tantissime persone ora indossano le mascherine anche all'aperto, nonostante non sia obbligatorio. Fino a qualche settimana fa molti non le mettevano neanche nei negozi. Ma ora no, il senso di responsabilità è maggiore e anche la paura comincia a diffondersi tra i cittadini.

L'appello di Khan

“I nostri eroici dottori, infermieri e personale dell'Nhs (il servizio sanitario nazionale, ndr) stanno facendo un lavoro straordinario, ma con i casi in rapida crescita, i nostri ospedali rischiano di essere sopraffatti. La dura realtà è che finiremo i letti per i pazienti nelle prossime due settimane, a meno che la diffusione del virus non rallenti drasticamente”, ha dichiarato Khan nel suo accorato appello video in cui ha chiesto ai londinesi di restare a casa. La dichiarazione dello stato di emergenza non dà immediatamente alla città maggiori poteri ma comporta un migliore coordinamento tra le strutture di risposta alle emergenze e dà ulteriore impulso a qualsiasi richiesta di aiuto al governo centrale. In passato era stato utilizzato dopo l'incendio della Grenfell Tower nel giugno 2017 e dopo gli attacchi terroristici a Westminster Bridge e London Bridge.

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