menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

May promette più soldi alla sanità pubblica con i “dividendi della Brexit”, che però non ci sono

La premier promette 20 miliardi di sterline in più all'anno da pagare in parte con i risparmi che il Paese avrà dal divorzio dall'Ue, ma gli economisti affermano che questi risparmi non esistono. Il ministro alla Salute ammette: “Ci saranno implicazioni per il carico fiscale sui cittadini”

Sta facendo discutere nel Regno Unito l'annuncio di Theresa May che nel settantesimo anniversario del British National Health Service ha promesso che la sanità pubblica riceverà 20 miliardi di sterline (22,8 miliardi di euro) in più all'anno a partire dal 2023. Per finanziare questo aumento la premier ha spiegato in un'intervista all'emittente pubblica Bbc che il governo intende spendere parte dei “dividendi della Brexit”, soldi cioè che Londra risparmierà dopo il divorzio dall'Unione europea. Il problema è che questi soldi, che spesso sono stati utilizzato nella propaganda del Leave, sembra che in realtà non ci siano affatto, e giornali come il Times già parlando di un “buco nero” nel piano del governo.

Un sistema in crisi

L'opposizione da tempo sta criticando la gestione dei conservatori del sistema sanitario pubblico britannico accusandoli di "finanziamenti insufficienti" che hanno portato alla chiusura di ospedali e lunghe liste di attesa. Secondo il nuovo piano di spesa di May, il budget annuale per il servizio sanitario nazionale di 114 miliardi di sterline (130 miliardi milioni di euro) aumenterà di oltre il 3% nei prossimi cinque anni. "Vogliamo più medici, più infermieri e meno liste d'attesa", ha affermato May nel dare anticipazioni del progetto messo a punto dopo settimane di colloqui tra il direttore del servizio sanitario pubblico inglese, Simon Stevens, e il ministro della Salute britannico, Jeremy Hunt.

Tasse e risparmi

Ma per finanziare questo aumento promesso si dovranno aumentare le tasse perché i risparmi promesso per la Brexit non saranno certo sufficienti. "I pagamenti all'Ue spariranno dopo la Brexit, ma le entrate fiscali diminuiranno di più a causa del divorzio", ha spiegato al Financial Times Paul Johnson, direttore dell'Istituto per gli studi fiscali. E questa, ha spiegato Johnson, "è la posizione ufficiale del governo, che ha accettato la previsione dell'Ufficio per la responsabilità di bilancio, secondo cui le finanze pubbliche saranno probabilmente indebolite per un valore di 15 miliardi di sterline all'anno a seguito del voto referendario". Insomma altro che risparmi da investire nella sanità.

"C'è un dibattito tra i think tanks su cosa accadrà con la crescita economica nei prossimi cinque o dieci anni. Ma è ormai chiaro che spesso queste previsioni si sono rivelate sbagliate", ha provato a difendersi il ministro della Salute promettendo che dividendi o meno l'aumento nel finanziamenti ci sarà. "Questo impegno che stiamo prendendo non è condizionato da questo o quel risultato di crescita economica", ha garantito Hunt ammettendo che “ci saranno implicazioni per il carico fiscale”, e che quindi ci saranno più tasse.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

EuropaToday è in caricamento